Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito rarle il diritto di pubblicare le sue corbellerie." Ammetto che è un programma ideale assai difficile da tradurre in pratica. Ma l'intellettuale deve sempre aver dinanzi a sé l'ideale e bisogna aver l'onestà di riconoscere che, sinché non è tradotto in pratica, la soluzione del problema è ancor da trovare. Ora, quando sento affermare che la libertà di creare e di esprimersi esiste già in Russia e passar sotto silenzio tutti i fatti che possono indebolire tale affermazione, ne debbo concludere che il regime sovietico attuale non vien considerato come uno strumento provvisorio di una lotta ne- , cessaria sebbene dolorosa, ma che è tenuto già in conto di regime ideale che i paesi borghesi non fascisti e fascisti farebbero bene ad adottare. Di fronte a simile atteggiamento permettetemi di far mie, con voce ben meno potente, le parole di Leone Tolstoi: "Non posso tacere." Non mi sentirei il diritto di protestare contro la Gestapo e contro l'Ovra fascista se mi sforzassi di dimenticare che esiste una polizia politica sovietica. In Germania ci sono i campi di concentramento, in Italia ci sono isole-penitenziario e nella Russia sovietica c'è la Siberia. Ci sono proscritti tedeschi e italiani e ci sono proscritti russi. Siamo tutti d'accordo che libertà significa il diritto di essere eretici, non conformisti di fronte alla cu\tura ufficiale e che la cultura, in quanto creatività, sconvolge la tradizione ufficiale. Il marxismo che, nelle società borghesi, è creatività anti-ufficiale, è divenuto tradizione ufficiale nella società sovietica. La libertà di creazione nelle società borghesi di tipo non-fascista è compressa. Nelle società borghesi di tipo fascista è totalmente repressa. Altrettanto repressa è nella Russia sovietica. La Storia della rivoluzione russa di Trockij in Russia non si può leggere. È in Russia che Vietar Serge è tenuto prigioniero. Il fascismo è nemico non solo in quanto capitalistico ma in quanto totalitario. Dopo secoli di zarismo si può comprendere fa necessità dello stato totalitario russo di oggi purché se ne auspichi l'evoluzione verso forme piu libere, ma bisogna dirlo e non glorificarlo come l'ideale della libertà umana. L'intellettuale deve battersi contro qualunque ingiustizia sociale a .fianco delle classi sfruttate che lottano per la conquista dell'uguaglianza economica, ma non deve riconoscere a n~ssuna dottrina il monopolio legale della verità. Mi dispiace di aver scosso parecchie convinzioni. Forse occorre aver vissuto l'esperienza di uno Stato totalitario, non fra i dominatori, ma fra coloro che sono stati schiacciati, bisogna conoscere la degradazione morale a cui lo Stato totalitario riduce non soltanto le classi intellettuali, ma anche le classi operaie, per rendersi conto dell'odio e del disprezzo che qualsiasi Stato totalitario, qualsiasi dittatura suscita nel mio animo. Vi auguro, amici di Paesi ancora relativamente liberi, di non dover mai vivere questa espenenza. 670 Bibloteca Gino Sianco

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