Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" mente italiani, ma di lingua francese, la quale vuole conservare la propria lingua. È un suo diritto incontestabile in uno Stato libero, come vuol essere il nostro, purché lo studio del francese non escluda la sicura conoscenza della lingua letteraria della grande maggioranza della Nazione, a cui i valdostani appartengono: né i valdostani disconoscono questa necessità. Ora, ridurre nelle scuole medie di Val d'Aosta, come se fossimo nel resto dell'Italia, l'insegnamento del francese, alle nove ore della 3\ 4a e 5a ginnasiale, e disorganizzarne l'insegnamento nelle elementari, è negare ai valdostani il loro diritto. E se facessimo lo stesso trattamento nell'Alto Adige ai tedeschi, o nella Venezia Giulia agli sloveni, saremmo altrettanto ingiusti, come in Val d'Aosta. Una nazione non ha nulla da perdere dalla esistenza di minoranze allogene, che studiano seriamente la lingua materna: anzi, queste minoranze dovrebbero essere il vivaio degl'insegnanti di quelle lingue nelle scuole della maggioranza. Quel che importa è che le minoranze siano soddisfatte del loro stato: ed elemento fondamentale di questa soddisfazione è il rispetto leale della lingua. Ancora un secolo fa, si ammetteva di mala voglia, nei confini di una nazione, il rispetto di una religione diversa da quella della maggioranza. Oggi, superato il problema religioso, siamo ancora a dover difendere il diritto linguistico contro il fervore dell'uniformità! Si vede che è piu facile spingere gli uomini a macellarsi a milioni, che convincerli a vivere e a lasciar vivere gli altri come ad essi pare e piace! 580 BiblotecaGino Bianco

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