Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Fiducia e sfiducia altra gli appartenenti ai gruppi, in cui militano l'onorevole Bis!olati e l' onorevole Salvemini? " E perché a questa domanda ogni uomo di buon senso deve rispondere che il suddetto, straniero o italiano che sia, difficilmente potrà raccapezzarsi nella confusione di quel voto di sfiducia, il Corriere ne conchiude che male hanno fatto i due gruppi, di cui fanno parte Bissolati e Salvemini, a votar contro il Ministero Nitti. Debbo confessare che ascoltando le dichiarazioni dell'onorevole Nitti sulla questione di Fiume e in genere sulla questione adriatica e sui rapporti di cordiale amicizia, che l'onorevole Nitti desidera organizzare fra l'Italia e la Jugoslavia, io ebbi qualche momento di dubbio sul voto negativo, che mi preparavo a dare insieme ai colleghi del Gruppo di rinnovamento. E se fosse venuto in votazione un ordine del giorno, che avesse detto: "La Camera approva le dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla questione adriatica," sono convinto che piu di un deputato del Gruppo di rinnovamento avrebbe invitati i colleghi a riesaminare il problema se si dovesse votare o no contro, e avrebbe proposto di votare a favore: e fra questi ci sarei stato, francamente, io. Perché sarebbe stato per me assurdo votare contro un ministro, che per la prima volta bandi va dai banchi del Governo il programma, per cui da cinque anni si batte L'Unità. Ma l'ordine del giorno, votato dalla Camera, implicava una fiducia generale sulla politica del Ministero Nitti. Ora sulla stessa politica estera, le dichiarazioni dell'onorevole Nitti furono ottime per quanto riguarda il problema adriatico immediato; ma non rivelarono in nessun modo con quale indirizzo di pensiero l'onorevole Nitti si proponga di trattare i rapporti, non solamente immediati, ma anche permanenti, fra l'Italia e la Duplice franco-inglese e la Germania. E le dichiarazioni dell'onorevole Scialoja,2 ministro degli Esteri, non furono niente altro che un ritorno puro e semplice al silenzio insolente, con cui la vecchia Camera era trattata dall'onorevole Sonnino. E il rifiuto di pubblicare i documenti diplomatici non, badiamo bene, delle trattative in corso - questo non l'ha chiesto nessuno - ma delle trattative esaurite (dichiarazione di neutralità, intervento nella guerra, accordi con gli alleati durante la guerra, trattative che hanno condotto ai trattati di pace), questo rifiuto che altro è, se non la prova che si vuol continuare a nutrire il paese con mezze verità, cioè con mezze bugie, che sono messe in circolazione dai giornali amici o pseudo avversari, ma che nessuno può controllare con l'aiuto dei documenti, e finiscono con essere accettate a furia di essere ripetute? II Corriere della Sera delinea come meglio noi non sapremmo quella che dev'essere la nuova politica estera dell'Italia: "Chiusa la torbida parentesi del 1919, ci ritiriamo dal margine dell'abisso su cui per settimane e per mesi furono ballate folli danze, e riprendiamo la dritta via. L'Italia 2 Scialoja Vittorio (1856-1933), giurista e uomo politico, senatore dal 1904, ministro degli Esteri nei due Ministeri Nitti (1919-1920), ministro di Stato dal 1927. [N.d.C.] 547 BiblotecaGino Bianco

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