Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" q,-,-.; 'f" che abbia saputo raccogliere intorno al proprio nome una sufficiente notorietà generale. Non diciamo che con questo l'Italia diventerebbe saggia e felice. Certe malattie costituzionali non si guariscono né da un momento all'altro, né con una riforma elettorale, per quanto bene congegnata. Diciamo che solo per questa via gli elementi migliori del nostro paese - i giovani che tornano dalle trincee - possono riuscire a far penetrare nella futura Camera: alcune dozzine di uomini indipendenti e valorosi, poco importa di quale partito, i quali portino in quell'ambiente di scetticismo asfissiante e di opportunismo sfiaccolato la loro voce, la loro anima, la loro volontà. E in un paese come l'Italia, basterebbero due o tre dozzine di deputati nuovi, risoluti, bene preparati al loro ufficio, indipendenti dalle pressioni degli elettori e dai ricatti dei n1inisteri - questa indipendenza è la condizione essenziale per un buon deputato: e non può essere data dal collegio uninominale - basterebbero pochi uomini di questo genere, a mettere su una nuova via, in poco tempo di lavoro tenace, lo spirito della Camera e l'azione del Governo. E diciamo che la riforma è urgentissima, appunto perché la prossima Camera dovrà risolvere tutti quei formidabili problemi, di cui la nostra collaboratrice si preoccupa: problemi, che la presente Camera è incapace di risolvere, e che una Camera peggiorata da una nuova elezione a collegio giolittiano maltratterebbe ancora peggio della Camera attuale. La nostra collaboratrice non sembra d'accordo con noi sulla necessità urgente della riforma elettorale: non disconosce che possa recare qualche beneficio, ma afferma pure che "una volta trionfata non risolverebbe nessuno degli immensi problemi, che urgono." Ecco il centro vero del dissenso. Tutto quanto la nostra gentile collaboratrice scrive all'infuori di questo dissenso concreto e fondamentale, non deve distrarci dalla vera e propria discussione. Né è tale da convincerci di essere in errore. La nostra collaboratrice reputa inutile che noi ci occupiamo della riforma elettorale, perché essa è approvata da tutti, tutti i giornali la fanno propria, e non incontra nessuna opposizione. Ma la nostra collaboratrice deve tener presente che L'Unità si è piu volte occupata della proporzionale: e si deve un poco anche alla testardaggine dell'Unùà, se molta gente finalmente si è avvista che esiste questo problema. Dovremmo disinteressarcene oggi, sol perché la nostra idea ha avuto fortuna? Sarebbe un metodo bene strano, quello di sostenere una riforma finché si è in pochi a volerla, e non occuparsene piu non appena sia accettata da altri! Ed è proprio sicura la nostra collaboratrice che la riforma non incontra nessuna opposizione? Se fosse cosf, possiamo assicurarla che L'Unità non sciuperebbe carta e inchiostro a sfondare una porta aperta. Ma se non c'inganniamo, si sono trovati alla Camera 243 deputati, che hanno votato col ministero contro la proporzionale; e tutta la clientela giolittiana si batte accanitamente per conservare il collegio uninominale; e 522 BiblotecaGino Bianco

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