Da "VUnità" semplice. Niente altro è stato necessario per strappare le moltitudini, non al sentimento religioso, ma alla influenza politica dei santi e dei preti. Dove, invece, è stata fatta la vecchia goffa propaganda giordanobrunesca, ivi i contadini si sono divisi .fieramente fra clericali e anticlericali. E il guadagno è stato tutto dei preti. Quel che ci manca1 E poi? In nessun momento, come durante il lungo vivac1ss1moassalto dato al Governo dai socialisti ufficiali sulla risposta al discorso della corona, è apparso con maggiore chiarezza il danno, che risente l'azione del Partito socialista italiano dalla mancanza di un programma d'azione positivo e immediato. Il danno è comune a tutti i partiti democratici o sedicenti democratici. Ma il Partito socialista ufficiale è, fra i partiti che per convinzione o per tradizione continuano ad affermarsi democratici, quello in cui si sente un maggiore sforzo di sincerità, un piu intenso desiderio di definire la propria azione, un'aspirazione piu fervida e quasi religiosa a cercare una via d'uscita dal confusionismo e dall'opportunismo degli anni passati. E perciò il difetto, che tuttora inutilizza tanta parte dei suoi sforzi, appare piu netto e nei suoi effetti piu doloroso. Nulla mancava ai deputati socialisti ufficiali nella recente battaglia parlamentare per avere il consenso entusiastico dell'intero paese. Le condizioni del bilancio destano gravi preoccupazioni, e non si trova una sola persona seria, che non deplori i trucchi contabili del Governo e non biasimi il mistero di cui si continua a circondare lo squilibrio finanziario. Gli errori e gli sperperi dell'impresa libica non vengo.no disconosciuti da nessuno. Lo scandalo delle elezioni meridionali non poteva essere piu clamoroso. Non mai come in questo momento quel sistema di governo e di amministrazione, che siamo tutti d'accordo a denominare "giolittismo," ha avuto contro di sé la coscienza nazionale. Eppure, tutti sentiamo che qualcosa è mancato all'assalto per renderlo veramente demolitore. Non che alcuno aspettasse una vittoria immediata. Ma nessuno vede ancora, non diciamo una via d'uscita, ma neanche la possibilità lontana di una via d'uscita, la quale rappresenti qualcosa di meglio che una illusoria ed effimera crisi o pseudocrisi ministeriale. t Da "L'Unità," II, n. 52, 26 dicembre 1913, a firma "L'Unità." [N.d.C.] 432 BiblotecaGino Bianco
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