Il Congresso di Napoli pubblico non perde nessuno degli incidenti della discussione; qualche volta s'interessa, non di rado si scandalizza, piu spesso si annoia, ed è portato a considerare la Federazione come una babilonia anarchica e indisciplinabile di proteste contraddittorie, di manifestazioni discordi, di ordini del giorno chilometrici, di telegrammi superflui, di voti impossibili, che s'inseguono, s'accatastano, s'incontrano, si scontrano, si elidono a vicenda, confondono le idee, dànno la continua impressione di un imminente irreparabile sfasciamento della organizzazione. Gl'insegnanti med1, insomma, abusano della pubblicità, che ad essi s1 offre spontanea; e la loro organizzazione paga le spese di questo abuso; perché, a chi vive fuori di essa e non ne conosce la vita se non attraverso quella sputacchiera per i tubercolotici del pensiero, che è la "posta del pubblico" dei giornali quotidiani, essa appare assai meno disciplinata e salda e vigorosa di quanto in realtà non sia. Siffatta impressione di disgregamento profondo e insanabile si è acuita nel pubblico, specialmente in questi ultimi tempi, per le dispute vi~ vaci insorte intorno alla riforma dello stato economico. Il primitivo disegno di legge, preparato da una Commissione di insegnanti non federati e presentato alla Camera nella primavera del 1905, mentre rappresentava per gl'insegnanti una conquista senza dubbio notevolissima, che essi qualche anno prima non avrebbero neanche sognata, non riparava a tutte le ingiustizie e a tutte le sperequazioni passate e creava ingiustizie e sperequazioni nuove. Ma la grande maggioranza dei professori - e di quegli stessi che non vedevano soddisfatti pienamente i loro voti o si sentivano meno largamente favoriti degli altri - aveva troppi vantaggi dall'insieme della legge, e la situazione politica era troppo difficile e incerta, e il malvolere del governo e della maggioranza parlamentare troppo evidente, perché non intuissero tutti la necessità di evitare, con una critica troppo minuta e violenta, che la legge subisse un arresto, il quale poteva condurre a un naufragio definitivo. La tattica, per tanto, voluta, anzi imposta dalla enorme maggioranza, fu quella di esigere prima di tutto la sollecita approvazione della legge con tutti quegli emendamenti che fosse possibile strappare, salvo riprendere in seguito l'opera per la sistemazione economica definitiva. Questa tattica, naturalmente, lasciò scontenta fin da principio una piccola minoranza di insegnanti, la quale o era stata veramente danneggiata dalla nuova legge, o non era contenta dei vantaggi ottenuti, e avrebbe cristianamente amato che nessuno godesse nulla finché tutti non avessero conquistato tutto. I malcontenti crebbero dopo che la legge fu, nella primavera del 1906, approvata dalla Camera e dal Senato; non solo perché le conquiste erano oramai assicurate e protestando non si correva piu nessun pericolo, ma anche perché dalla discussione parlamentare era uscito sconvolto l'equilibrio (buono o cattivo che fosse) del primitivo disegno di legge, e le sperequazioni ingiuste erano state moltiplicate e inasprite dai 843 BibliotecaGino Bianco
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