La laicità della scuola1 Nel recente Convegno degli Insegnanti Med1 di Roma (intorno al quale hanno già scritto sul Tempo Bissolati e Ricchieri) il Barbagal102 per dimostrare che nella Federazione tutto va in malora, ha ricordato con indignazione come qualmente il Congresso di Bologna esitò finanche dinanzi alla affermazione della laicità della scuola. Fra coloro che esitarono fui indegnamente anch'io; non perché abbia alcun dubbio sulla necessità che la scuola sia laica, quando la laicità venga intesa quale la intendo io; ma perché, ben sapendo che la laicità è intesa da altri in altra maniera, che a me sembrerebbe disonorevole per la Federazione e rovinosa per la scuola, avrei preferita una formula piu netta e meno nebulosa di questa laicità, che tutti invochiamo, ma pochi si dànno la cura di definire a sé e agli altri. Alcuni, infatti, per laicità intendono la esclusione degli insegnanti ecclesiastici dalle scuole: e questo principio, che è consacrato nel programma d'azione della Massoneria, è stato proposto sistematicamente in tutti i Congressi della Federazione, compreso quello di Bologna, e in tutti è stato sistematicamente bocciato. Per altri la laicità consiste nello scacciare dalla scuola il vecchio Dio dei cattolici per sostituirlo col Dio nuovo stile di Mazzini, scritturato e castrato da Ernesto Nathan 3 e dagli altri suoi confratelli m muratoria. Per altri la scuola laica è quella, in. cui si deve insegnare 1 Pubblicato in "Il Tempo," Milano, 29 gennaio 1907. [N.d.C.] 2 Corrado Barbagallo (1887-1952). Già professore nelle scuole medie nel 1926. Insegnò storia economica prima nell'Istituto di scienze economiche e commerciali di Catania, poi a Napoli. Si occupò in un primo tempo di storia antica, in seguito si dedicò a lavori di storia politica ed economica dell'età moderna e contemporanea. Infine pose mano ad una storia universale, che si spinge sino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1917 fondò la "Nuova Rivista Storica.,, [N.d.C.] 3 Ernesto Nathan (1845-1921). Figlio della pesarese Clara N., che fu amica di Mazzini e Garibaldi. Venne da Londra, ove era nato, in Italia nel 1859 e a Milano ebbe comunanza con Quadrio ed altri collaboratori della mazziniana "Unità italiana.,, Tornato a Londra vi rimase sino a quando Roma fu riunita all'Italia e Mazzini vi fondò la "Roma del Popolo," affidando a N. la parte amministrativa. La casa romana del N. fu assiduo ritrovo intellettuale e politico. Animato da un culto profondo per la memoria del Mazzini, promosse l'edizione nazionale dei suoi scritti. Per vari anni fu Gran Maestro della Massoneria. Fu irredentista e fondatore della "Dante Alighieri.,, Rivelando doti di eccellente amministratore fu assessore e poi sindaco di Roma (1907-1913). [N.d.C.] 839 · BibliotecaGino Bianco
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