Problemi di riforma scolastica vengano ordinati con norme piu logiche e diverse, secondo le materie e le scuole, si è limitato a chiedere l'esenzione dalle prove di esame per gl'insegnanti che sieno in servizio, nei passaggi da scuole inferiori a scuole superiori, solo quando si tratti della "medesima materia" o di "materie affini." Nel caso, per esempio, di un insegnante di storia in una Scuola tecnica, che aspiri a insegnar latino e greco in un Liceo o pedagogia in una Scuola normale, l'esame è riconosciuto necessario per lui, come per un neo-laureato, ed ogni privilegio di esenzione è giudicato implicitamente ingiusto. Ma che cosa è la "medesima materia"? Quali sono le "materie affini"? L'italiano, il latino e greco, la storia del Liceo si devono considerare come la "medesima materia," o come "materie affini" all'italiano, al latino, alla storia del Ginnasio inferiore? La storia del Liceo è proprio la "medesima materia" che la storia di una Scuola tecnica? La profonda differenza di scolaresca fra la Scuola tecnica e il Liceo, e il diverso ordinamento degli studi nella Scuola tecnica e nel Liceo, non fanno dei due insegnamenti della "medesima materia," delle due diversissime scuole due insegnamenti assai diversi, che richiedono preparazione professionale diversa, cultura diversa, attitudini diverse? I colleghi, che vorrebbero fare dell'insegnamento prestato nelle scuole inferiori un gradino della carriera, la condizione necessaria alla promovibilità verso le scuole superiori, dovrebbero badare che per questa via rendono ingiusto e inaccettabile il principio del ruolo unico. Perché, se nelle scuole superiori non si potrà entrare fino dal primo giorno, in forza di un primo concorso generale, ma occorrerà un primo concorso generale per le scuole inferiori, e un tirocinio in queste, e poi un nuovo concorso fra insegnanti di scuole inferiori per ottenere la promozione alle scuole superiori, con quale logica si potrà chiedere che sieno pagati allo stesso modo gl'insegnanti dei due ordini di scuole? Le scuole inferiori non esigono dottrina maggiore che le scuole superiori: esigono cultura diversa e attitudini didattiche diverse. Da questo principio e dalla necessità d'evitare la migrazione continua degl'insegnanti migliori dalle scuole inferiori alle superiori, nasce la richiesta del ruolo unico; e nasce anche l'obbligo del concorso generale per provvedere tanto alle scuole inferiori quanto alle superiori. E chi, già insegnando nelle scuole inferiori, vuol cambiare - diciamo: cambiare, non salire - materia o scuola, deve partecipare al concorso generale, e non pretendere privilegi di fronte agli altri concorrenti, e contentarsi della sola inferiorità legittima che verrà ad essi dall'anzianità e dai titoli didattici acquistati nel precedente ufficio. I concorsi necessari ai trasferimenti nelle grandi sedi, invece, è giusto che sieno interni, e possono benissimo farsi per soli titoli didattici e scientifici; purché vi sieno ammessi i soli insegnanti della medesima materia nella medesima scuola, i quali avrebbero fatto tutti un primo concorso generale per quella materia e per quella scuola e i cui titoli sarebbero perciò omogenei e paragonabili. 832 BibliotecaGino Bianco
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