Perché burocratici e politicanti n~n possono volere un buon Ispettorato fino a comprenderci trenta persone, affidandole, col nome di Collegio degli esaminatori - mutato ben presto da professori ed alunni in quello di Collegio dei Trenta Tiranni - l'incarico di curare la esatta esecuzione delle leggi, rivedere l'opera delle commissioni esaminatrici, promuovere il miglioramento dei metodi didattici, mantenere vivo lo zelo degl'insegnanti. Ma ben presto scoppiò la lotta fra la burocrazia sostenuta dai ministri e questa specie di ispettorato. La vigilanza immediata esercitata dal Collegio dei trenta esaminatori o ispettdri, con la diligente revisione degli scritti, nonché colle speciali elaboratissime relazioni ed istruzioni comunicate ai direttori degl'Istituti, ebbe per effetto di molto ravvivare lo zelo e la diligenza delle commissioni esaminatrici locali. Si ebbero quindi esami piu serii e severi, e cioè un aumento di rigore che produsse alla sua volta una recrudescenza di lagnanze e di accuse contro l'amministrazione centrale. Ne seguf il caso che il Ministero, come capo supremo dell'istruzione secondaria, affine di premunirsi o scusarsi contro ai fieri accusatori, si mettesse in contraddittorio con se stesso, ponendo riserve e divieti al Consiglio da esso C1'eato.Ed uno dei trenta, il quale_pochi giorni prima si era mostrato dei piu infervorati nell'adempimento di quella specie di sindacato o magistero didattico, esercitato sui pubblici insegnanti, passato allora ad occupare uno degli alti uffici amministrativi, dovette opporsi a nome del Governo alla pubblicazione delle relazioni scritte e lette nelle conferenze collegiali, non per altra ragione, se non perché esse av1·ebbero creato impicci all'Amministrazione. Per tanto, il Collegio degli esaminatori, che naturalmente comprendeva tra i suoi uffici quello delle ispezioni scolastiche, dirette alla pratica applicazione delle norme didattiche da esso formulate, ridotto in tal modo al semplice compito di registrare i risultati degli esami e di presentare voti, anziché proposte effettive (come con bel garbo gli rammentava il suo presidente) diventava pressocché inutile; e fu infatti, poco di poi abolito. Questo caratteristico episodio della nostra storia scolastica è stato raccontato da Michele Kerbaker, 2 che appartenne appunto al Collegio dei Trenta Tiranni, e le cui parole noi abbiamo voluto mettere sotto gli occhi dei lettori nel testo originale. E da esse si rivelano con perfetta chiarezza i motivi, per cui burocratici e politicanti non possono desiderare un Ispettorato di persone competenti, indipendenti, e investite di una effettiva autorità. Un Ispettorato di servitori e di burattini nominati non per diritto ma per favore, asserviti alla oligarchia parlamentare e alla burocrazia, che facciano da castigamatti coi professori, ma non assumano iniziative, non diano seccature, questo s1 che i burocratici e i politicanti possono tollerarlo, anzi lo desiderano perché aumenterebbe la loro autodtà e strapotenza. Ma un collegio indipendente di uomini tecnici e rispettabili, che tengano desta l'attenzione del paese con pubbliche relazioni sullo stato delle scuole, che assumano la iniziativa di grandi riforme, che respingano i graflìacarte della Minerva in quei limiti di funzioni amministrative, da cui non avrebbero do2 Nella bellissima memoria Sul riordinamento dell'istruzione secondaria, "Rend. dell' Accademia d'Arch. Lett. e Belle Arti di Napoli," giugno-dicembre 1898, pp. 198-9. Si possono confrontare a questo proposito le burocratiche Notizie sull'istruzione classica in Italia, Roma, Cecchini, pp. 80-101, tutt'altro che benevole, com'è naturale, per il collegio degli esaminatori. 805 BibliotecaGino Bianco
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