La ri/orma della scuola media nelle [»'oposte della Commissione reale potremo dire di no, dopo che avremo proclamato che queste scuole sono le migliori possibili, e che scuole nuove non se ne devono fondare se non di questo tipo. E tutto questo movimento delle famiglie e della cosf detta "opinione pubblica" in favore dei Ginnasi riformati, avverrà - questo è il punto importante - non perché le nuove scuole sieno superiori alle antiche. Le famiglie hanno altro per il capo: esse non si preoccupano, salvo casi eccezionali, se non di assicurare ai loro figli la scuola piu facile e piu ricca di vantaggi materiali. Dev'essere cura dello Stato, in rappresentanza degl'interessi collettivi, frenare l'egoismo impetuoso delle famiglie, classificare la massa che si affolla alle scuole, avviare ogni gruppo verso il suo naturale destino. Se lo Stato apre, accanto ad una via stretta, una via larga, è naturale che la moltitudine si precipiti tutta tumultuariamente per la via larga. L'esperimento, dunque, è una piacevolezza di cattivo genere, alla quale è deplorevole si sia abbandonata una Commissione, nientemeno che reale. E il genere della piacevolezza appare anche peggiore, quando si consideri in quali condizioni si troveranno di fronte alle Scuole riformate e privilegiate le povere vecchie Scuole classiche, a cui si consentono non meno di tre, ma non piu di dieci anni di vita per ... convertirsi. Mentre i difensori della Scuola classica chiedono che gli alunni non vi provengano dall'esame di maturità, ma sieno selezionati attraverso un esame di ammissione, la Commissione reale dichiara inaccettabile questa domanda, e ribadisce l'esame di maturità. Mentre i difensori della Scuola classica insistono perché venga abolita nella Scuola classica la opzione fra il greco e la matematica, la Commissione difende questa opzione, e la canonizza nella legge, dicendo che continueranno a vivere i licei "esistenti," cioè i licei biforcati dalla opzione. Cosf, a competere con le Scuole riformate, che sono proclamate le scuole migliori possibili, rimarrà la Scuola classica, non quale la vogliono i classicisti, ma quale la vogliono i membri della Commissione reale, cioè priva del diritto di scegliersi la scolaresca e deformata e disorganizzata nel grado superiore! V Le proposte della Commissione si manifestano difettose e pericolose per il modo con cui provvedono a quella classe di alunni, che hanno bisogno di una scuola postelementare popolare di breve durata e d'indirizzo pratico. · Mentre noi vorremmo che a servigio esclusivo di questa classe fossero messe le attuali Scuole tecniche, sottraendone gli alunni destinati all'Istituto tecnico con la creazione ex novo del corso preparatorio per l'Istituto, - la Commissione propone che sieno ad esse dedicate la V e VI elementari 713 BibliotecaGino Bianco
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