La riforma della scuola media nelle proposte della Commissione reale dà utili resultati, essa viene o prima o poi adottata dalle altre scuole, entra nelle consuetudini, diventa patrimonio comune. L'altro metodo è quello, che si tiene in Francia, e in generale è stato seguito in Italia: non appena un gruppo di novatori riesce ad acquistare influenza nella Camera o nel Ministero della Istruzione, magari per via di amicizie personali e per vicende politiche le quali non hanno niente da vedere con la pedagogia, subito impone i suoi principi a tutte le scuole con un atto di autorità legislativa o amministrativa: se le novità sono buone, tanto meglio per tutti; se sono cattive, mal comune mezzo gaudio; ci si sfoga dicendo male del governo, e ci si consola pensando che indietro oramai non si torna piu. Il metodo tedesco, invece, raccoglie i vantaggi ed evita i danni dei due metodi precedenti. Quando una riforma pedagogica sia proposta da gruppi di studiosi sufficientemente seri ed autorevoli, l'amministrazione scolastica consente che questi studiosi, sotto il controllo e con l'aiuto dell'amministrazione, fondino in via di esperimento alcuni nuovi istituti secondo i nuovi principi pedagogici; se l'esperimento dà buoni resultati, la riforma è generalizzata a tutte le scuole; se va male, il danno si riduce a ben poca cosa, ed è compensato ad usura dalla fine delle incertezze e delle discussioni. Nel caso nostro nulla ci vieta di seguire nella riforma della posticipazione del latino il metodo tedesco. Si istituisca la- nuova scuola in quattro o cinque grandi città, le quali abbiano anche la scuola classica e la scuola moderna distinte fino dall'inizio; si dieno alle licenze finali di tutte le sezioni della nuova scuola gli identici diritti che alle scuole tradizionali; si affidi nelle scuole sperimentali l'insegnamento classico a maestri, che credano di potere insegnare in cinque anni tanto latino e tanto greco quanto se ne insegna dagli altri in otto; si aspetti che gli alunni entrati nel primo anno della scuola sperimentale compiano l'intero corso di studi; se gli alunni delle sezioni classiche quinquennali delle nuove scuole risulteranno non inferiori a quelli delle scuole classiche di otto anni, nulla impedirà allora che i piani degl'insegnamenti classici sieno rielaborati in tutte le scuole, secondo che la esperienza avrà consigliato. Ma sconvolgere a un tratto con una riforma generale e irrevocabile la scuola classica, senza vera sicurezza di andare verso il meglio o almeno di non peggiorare lo stato attuale, questo non è lecito farlo. Salvo che il rinforzamento della scuola classica, mediante la posticipazione del latino, voglia essere il passo decisivo per l'abolizione della scuola classica. E in questo caso sarà bene parlar chiaro. Perfettamente! Siamo perfettamente d'accordo - ci dice a questo punto il progetto della Commissione reale. Il nuovo sistema scolastico è proposto dalla Commissione in via di esperimento. E l'esperimento avrebbe, per svilupparsi e produrre i suoi frutti, nientemeno un intero decennio! Il guaio è, che anche l'esperimento è un'abilità tattica, anzi per esser chiari, un vero e proprio trucco, con cui la Commissione reale cerca di far passare la propria merce sotto bandiera estera, addormentando gli avver711 BibliotecaGino Bianco
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