Problemi di 1'iforma scolastica al latino; mentre per chi parla la lingua italiana, il francese non dà nessun aiuto all'apprendimento del latino. La Commissione dimentica soprattutto di farci osservare, che l'aumento delle Scuole riformate non è avvenuto con la scomparsa delle Scuole tradizionali: nel 1905, contro 51 scuole riformate, la Prussia aveva 363 scuole classiche (ginnasi col latino e greco), 127 scuole semiclassiche (realginnasi col solo latino), e 208 scuole moderne (scuole reali senza latino e senza greco). Il che è quanto dire che la Prussia, la quale ha inventato l'esperimento, non è ancora convinta della superiorità delle nuove scuole sulle antiche, e procede con molta cautela nella creazione dei nuovi istituti, ponendoli accanto agli antichi, senza ancora sostituirli sistematicamente ad essi. E la Francia, che nel 1902 ha riformato le sue scuole, non ha seguito il modello della Scuola riformata prussiana. E l'Austria, che in questi ultimi anni ha cominciato a saggiare nuovi tipi di scuole, fra cui anche qualcuno secondo il modello riformato prussiano, non si è arrischiata ancora ad una sostituzione generale del tipo riformato prussiano ai tipi austriaci. Noi soli in Italia dobbiamo buttar per aria tutte le nostre scuole ed imitare la Prussia, perché in Prussia in un quarto di secolo le scuole, che vogliamo copiare, sono salite da 3 a 51 su un totale di 750! IV Certo ci sono dei classicisti - e fra essi taluno è autorevole assai i quali reputano che l'insegnamento classico, posticipato e intensificato, potrebbe dare buoni resultati. E se cos1 fosse, sarebbe questo un ottimo argo.,. mento a favore del Ginnasio riformato proposto dalla Commissione, purché resti bene inteso che un insegnamento classico, non solo posticipato ma anche scemato di nove ore, com'è quello proposto dalla Commissione, è certo posticipato, ma non è certo ... intensificato. Se non che, siamo noi sicuri che quei classicisti riformisti non s'ingannino? Prima di abbandonare la casa vecchia, non sarebbe bene assicurarci che ci troveremo, se non meglio, almeno non peggio nella casa nuova! Si possono seguire tre metodi nelle riforme scolastiche. L'uno è il metodo inglese e in generale dei paesi, dove la scuola non è istituzione dello Stato, ed è abbandonata alle iniziative private. Qui, non appena un gruppo di persone si convince della bontà di un dato principio pedagogico, fonda una scuola in base a questo principio, e invita i padri di famiglia a mandarvi i loro figli, beninteso a loro rischio e pericolo. Nove volte su dieci si parla di imprese ciarlatanesche o di tentativi sbagliati; e chi entra nelle nuove scuole ne esce storpiato senz'avere neanche la consolazione, che abbiamo noi, di dir male del governo. Ma quando la innovazione è buona e 710 BibliotecaGino Bianco
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