Problemi di riforma scolastica di scaricare sul Ministro onnipotente tutta la responsabilità di ciò che essi fanno e se ne servono come di un burattino che firma le carte a tonnellate, fingendo di averle lette, e firmando assume personalmente l'incarico di quanto i burocratici hanno manipolato. L'ufficio del Ministro in uno Stato bene ordinato non è quello di fare e disfare a modo suo in mancanza di leggi, sostituendo il dispotismo nuovo esercitato in nome della sovranità popolare e a servizio della oligarchia parlamentare, al dispotismo che nelle monarchie assolute esercitavano i funzionari di corte in nome della sovranità regia. Il Ministro dev'essere l'Ispettore politico dei funzionari amministrativi, liberi e responsabili; non il funzionario amministrativo per eccellenza, che assorbe in sé tutti i poteri, si sovrappone ad ogni autorità, fa le parti finanche dei vicesegretari, e... dimentica di fare la parte propria. E non dovrebbe essere difficile, se l'interesse personale dei politicanti non intervenisse a dar peso alle elucubrazioni dei dottrinad, non dovrebbe essere difficile capire tutto il guadagno che l'autorità del Ministro ricaverebbe, se il Ministro sapesse abbandonare pienamente ai funzionari tecnici la trattazione di tutti gli affari amministrativi giornalieri, obbligandoli a risolvere da soli con piena responsabilità le questioni, e liberando senza riguardo l'amministrazione di tutti coloro che si rivelassero via via inetti o infedeli nella loro sfera d'azione; e affidasse a corpi tecnici autonomi e permanenti il potere disciplinare sui funzionari e l'esame di tutte le controversie amministrative; e affidasse ad altri corpi tecnici autonomi e permanenti lo studio sistematico delle riforme scolastiche; e concentrasse tutta la sua opera personale nel presiedere questi organi di controllo e di studio, e nell'elaborare, d'accordo con essi e con l'aiuto dell'esperienza da essi raccolta, tutti quei provvedimenti legislativi o regolamentari di indole generale che apparissero opportuni a determinar meglio gli uffici e le responsabilità dei funzionari e a promuovere un migliore ordinamento delle scuole.13 Tutto questo, beninteso, finché siamo in tempi normali. Ché se l'amministrazione cosf costituita in regime di autarchia completa si irrigidisse a poco a poco in casta chiusa e avversa ad ogni novità; se i poteri supremi dell'amministrazione, analoghi ai Comitati da noi proposti per l'istruzione media, degenerassero in organismi inerti ed incapaci di rispondere al compito ad essi affidato, toccherebbe allora al Ministro rompère le vecchie formazioni impotenti, rinnovarle con un atto straordinario di energia reso necessario dalle circostanze straordinarie, ristabilire l'equilibrio fra i bisogni del pubblico servizio e la capacità degli organi direttivi di esso. Ma queste sono vere e proprie rivoluzioni, che non occorre avvengano ogni anno, e di esse il Ministro deve prendere la iniziativa e la respon13 Questa teoria non è di nostra invenzione, ma è stata esposta venticinque anni fa dal MOSCAnel trattato Sulla teoria dei governi e sul governo parlamentare, Palermo, Tip. dello Statuto, 1884, pp. 190 sgg.; e specialmente pp. 208-219. Il Mosca è professore di diritto costituzionale a Torino; ma è uomo di grande ingegno e di profonda cultura storica e osservatore acuto e spregiudicato dai fatti sociali; perciò è fra i dottrinari del diritto costituzionale un eretico pericoloso. 632 BibliotecaGino Bianco
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