' . La riforma della scuola media che favoriti da una singolare intelligenza aspirassero giustamente ad elevarsi verso condizioni economiche e sociali migliori. I Il resultato infelice dei tentativi fatti m Italia dal 1860 al 1870 per differenziare e moltiplicare le Sezioni professionali dell'Istituto tecnico, deve insegnarci che ben poco lo Stato può fare per creare le scuole commerciali, agricole, industriali. Esse nascono e si diffondono spontanee via via che la trasformazione economica del paese le richiede, e non possono sorgere che per opera delle libere iniziative locali (comuni, province, organizzazioni professionali) sotto la pressione degli speciali bisogni locali. Che cosa può saperne il governo centrale delle scuole che sarebbero necessarie in un paese di conciapelli liguri o di viticultori pugliesi o di minatori siciliani? Il governo può solamente, e deve, sollecitare la formazione e aiutare lo sviluppo di queste scuole con sussid1 molto abbondanti; deve fissare alcune norme fondamentali a cui gli ordinamenti interni di tutte le scuole si unifoqnino affinché sieno bene coordinati con quelli delle Scuole popolari superiori e con quelli delle Scuole di alta cultura; deve stabilire serie garenzie affinché la scelta degl'insegnanti avvenga per solo merito e le scuole non sorgano per creare impieghi ad uso dei galoppini elettorali dei rappresentanti del popolo sovrano2 ; deve subordinare sistematicamente la concessione dei sussid1 al rispetto di quelle norme e di quelle garenzie; e poi lasciare che le cose vadano da sé per la loro via. Noi qui ci occuperemo solo delle riforme necessarie negli Istituti tecnici, i quali si trovano oggi a dipendere dall'amministrazione dello Stato e sui cui ordinamenti lo Stato può operare in libertà quasi completa. Da ciò che diremo a riguardo di tali scuole, risulteranno - speriamo - 1 princip1 generali che dovrebbero presiedere alla organizzazione di tutte le scuole analoghe. L'Istituto tecnico professionale dovrebbe, secondo noi, durare otto anm, e constare di tre gradi: · a) un triennio inferiore, a cm s1 dovrebbe essere ammessi con la cultura della quarta elementare; 2 "Dalla istituzione delle Scuole medie di commercio," scrive la "Vita" del 12 dic. 1907, "si sperava molto bene, anche astraendo dalla possibilità finanziaria nel Ministero d'agricoltura d'adempiere tutte le promesse fatte. Ma disgraziatamente, appena all'inizio dell'organizzazione, si deve accogliere il dubbio che anche di esse si voglia far uso a scopo di politica parlamentare. Infatti sembra che anche i consigli d'amministrazione di queste scuole future debbano servire ad accrescere l'esercizio d'impero dei vari proconsoli che il ministro coltiva nelle province. Il che è ben diverso dal proposito di diffondere un'istruzione tecnica e pratica." La legge sullo stato giuridico degl'insegnanti secondari respingerà tutti i bocciati nei concorsi governativi verso le scuole medie non rette da nessuno stato giuridico: è necessario, pertanto, che si provveda subito ad imporre per legge l'obbligo del concorso per le Scuole medie di commercio e scuole analoghe. Nelle scuole di questo genere, peggio ancora che nelle altre, un insegnante incapace rappresenta per tut• ta la durata del suo insegnamento un irreparabile danno. 475 BibliotecaGino Bianco
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