I . La riforma della scuola media tiamo anche a costo di riescir noiosi - una scuola di alta educazione intellettuale, come quella che noi vogliamo costruire, dev'essere una scoletta ad usum 'delphyni, in cui tutti gli studi riescano facili come zuccherini, e tutti gli alunni passino felici e contenti da un anno all'altro senza nessun pericolo mai di essere respinti. Le scuole popolari e le scuole di media cultura,· quelle s1 che debbono scendere fino al livello intellettuale, qualunque esso sia, delle classi sociali incolte e disagiate, a cui appartengono i loro alunni, e devono elevarlo con pazienza e a poco a poco. Le scuole di alta cultura, invece, devono funzionare esse da sbarra per misurare le forze di coloro che vogliono passare. Le difficoltà di esse non devono certo essere tali che solo pochissimi vincano la prova; ma nemmeno debbono le agevolezze essere cos1 larghe che chiunque possa comodamente superarla. Nel caso nostro, noi non osiamo proporre che fin dal principio della riforma gli stud1 complementari sieno resi obbligatori, perché non vorremmo forzar troppo la mano; ma se dopo alcuni anni di vita delle nuove scuole risultasse che nel primo grado di esse la lingua complementare non riesce troppo faticosa per chi ne intraprende in piena libertà lo studio, né impedisce lo studio intenso delle materie fondamentali, noi non esiteremmo a proporre che anche lo studio complementare divenisse obbligatorio per tutti. 473 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==