Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica servato a pochi, non vi può essere nella società moderna che una sola specie di uomini dotati di cultura superiore, e degni perciò d'insegnare nelle scuole di cultura superiore: coloro che, essendosi appropriato nella scuola media il pensiero classico, hanno sentito poi per proprio conto il bisogno di conoscere il pensiero moderno oppure quelli che partendo dai dati della cultura moderna, sentono il desiderio e la forza di risalire alla sorgente inesausta della classicità: di modo che nella loro mente lo stato attuale della scienza, la posizione e le connessioni dei vari problemi, la parte salda o transitoria delle dottrine agitantisi nella società contemporanea, appariscano nell'origine, nello svolgimento, nelle deviazioni e nelle filiazioni attraverso i trenta secoli di storia, che hanno visto fiorire, espandersi e rinnovarsi attorno al bacino del Mediterraneo i germi della civiltà mondiale. Fatto sotto la guida di maestri cos1 preparati, lo studio delle letterature moderne, non solo dovrebbe condurre gli alunni ad ammirare sinceramente la classicità, ma destare nei migliori tra essi il desiderio di squarciare il velo che ai loro occhi la tiene celata. E quale vivace coscienza del valore del classicismo, quale fervido desiderio del pensiero e dell'arte greco-romana deriverebbe da un tale metodo di studL. non classici! Invece dell'ironica diffidenza con cui tanti nostri studenti di liceo ascoltano le prediche dell'insegnante intorno all'eccellenza educatrice delle lingue classiche; invece delle loro proteste piu o meno aperte che si riassumono tutte nel grido famoso: "Abbasso Senofonte!," si verrebbe suggerendo loro a poco a poco praticamente ed irresistibilmente la persuasione che la parte migliore del nostro patrimonio intellettuale ci viene dagli antichi; che il pensiero, l'arte, la poesia moderna in tutta Europa hanno acquistato una coscienza individuale solamente a contatto dell'anima greco-latina. Ora insegnanti capaci di siffatto lavoro, oggi come oggi, noi ne abbiamo in Italia pochissimi. Sarebbe grazia, se potessimo istituire immediatamente e convenientemente una mezza dozzina, non di scuole, ma di classi. Istituirne di piu sarebbe colpa imperdonabile. Sicché occorre senza ritardo pensare a preparare gl'insegnanti necessad ai nuovi istituti, e fondare questi istituti, solo via via che sieno disponibili gl' insegnanti adatti. 1 E la riforma deve cominciare nelle Università. Con che non intendiamo che tumultuariamente per f as et nefas si improvvisino - come pur7 Bisogna cominciare a 1st1tmre le Scuole moderne in quelle città, in cui la Sezione fisicomatematica dell'Istituto è piu frequentata, e poi via via nelle altre. Né bisogna istituire senz'altro tutte le otto classi della scuola moderna travasandovi allegramente gli alunni della Sezione fisico-matematica e quelli della Scuola tecnica che si destinano a questa sezione. Ma gli alunni, che hanno cominciato col vecchio sistema, devono continuare con quello. E si deve istituire dapprima la sola prima classe della scuola moderna, e poi di anno in anno le altre, sopprimendo di anno in anno le classi fisico-matematiche. Questa gradualità e lentezza nella istituzione della scuola moderna non solo è resa necessaria dalla mancanza dei professori, ma anche è utile perché frenerà la prima ressa dei transfughi dalla scuola classica. E nelle città che prime avranno la scuola moderna, occorrerà che gli insegnanti di questa scuola facciano una cernita degli aspiranti, e non ne accolgano se non tanti quanti è possibile istruirne nelle classi che si potranno aprire. Il mezzo per raggiungere questo scopo lo vedremo studiando l'argomento degli esami. 432 BibliotecaGino Bianco .

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