Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della seuda media 2. Molti credono, emancipandosi dal latino e dal greco, di entrare in 1 " . ' f ·1 " una scuo a pm ac1e. 3. Il giovinetto, che a 10 anni si dirige all'Università per la via tecnica, se si accorge per istrada di non potere continuare, può fermarsi con la licenza tecnica, oppure divergere per le Sezioni professionali dell'Istituto e alla fine di queste ottenere un diploma professionale facilmente utilizzabile. Ma quest'ultimo vantaggio non ha nessuna attrattiva per le famiglie benestanti; e tutti insieme i meriti della Scuola e dell'Istituto tecnico sono troppo simili a un piatto di lenticchie di fronte alla primogenitura classica, perché vi sieno molti Esau disposti a lasciarsene allettare. I piu, dunque, sapendo che la strada tecnica, per quanto piu breve e fornita di sfoghi laterali, si troverà in fondo chiusa, continuano ad entrare sia pure a malincuore nella classica. Si aggiunga che la legge Casati assegna un solo Istituto tecnico a ciascuna provincia, mentre le scuole classiche sono state senza freno moltiplicate e consentite fino alle piu piccole cittadine, in maniera che contro 73 città fornite di Istituti tecnici governativi e pareggiati ne abbiamo 138 fornite di Liceo; e si comprenderà come mai l'ultima classe della Sezione fisico-matematica dell'Istituto non contasse, secondo le ultime statistiche complete (1903-4), se non 464 alunni, quando l'ultima classe liceale ne aveva ben 3.820.6 L'Italia, insomma, è tuttora il solo paese del mondo, in cui le classi dirigenti non abbiano a loro disposizione altra scuola all'infuori della classica, per preparare i loro figli alle attività sociali superiori. E la prima vittima del monopolio universitario è proprio la scuola classica, che in conseguenza d'esso non può smettere in alcun modo il carattere enciclopedico ed assumere quello di una vera e sincera ed efficace scuola classica. La classe dirigente di un paese, infatti, sarebbe incapace a compiere le sue funzioni sociali e politiche, se in essa tutte le for-· me di cultura non fossero rappresentate, in maniera che ogni problema d'interesse generale trovi sempre pronto, non solo un gruppo ristretto di specialisti capaci di risolverlo, ma anche gruppi abbastanza vasti di cittadini autorevoli che sieno capaci di apprezzare il lavoro degli specialisti, di assimilarselo, di diffonderlo, di muovere e dirigere nel senso migliore la opinione pubblica. Se la classe dirigente ha a propria disposizione diverse scuole di diversi tipi di cultura, ogni gruppo di essa sceglierà per sé quella scuola ·che meglio corrisponderà ai suoi interessi e ai suoi gusti. Ma se non vi sarà che una scuola sola per tutti, ognuno dei gruppi eterogenei che invaderanno la scuola pretenderà di farla servire ai propri bisogni, tutte le forme di cultura pretenderanno di avervi una sede adeguata, e la scuola 6 Di 54 Istituti tecnici, cinque soli (Milano, Napoli, Venezia, Roma, Torino) licenziarono fra il luglio e l'ottobre 1904 piu di 20 alunni della Sezione fisico-matematica; nove Istituti licenziarono dagli 11 ai 20 alunni; undici licenziarono dai 6 ai 10 alunni; ventiquattro da 1 a 5 alunni; cinque Istituti non licenziarono nessun alunno. 383 BibliotecaGino Bianco

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