Problemi di riforma scolastica te, non tanto alle teorie suscettibili di applicazioni utili immediate, quanto a quelle che meglio si prestano a compiere la rigida educazione mentale di cui c'è bisogno per gli stud1 un,iversitad, non trascurando certo di dare qualche occhiata alle possibili realizzazioni pratiche delle dottrine piu elevate, ma interessandosi piu alla forma logica del passaggio dall'astratto al concreto che al contenuto utilitario del concreto.21 Due scuole distinte per i due diversi fini, professionale ed educativo, si possono senza dubbio benissimo organizzare; una scuola unica complementare e preparatoria, che riesca a compier bene i due serviz1, non si , • • • 28 avra mai e poi mai. Sono esigenze - ci si consenta di ripetere qui, generalizzandole, le osservazioni che faceva di recente dal solo punto di vista degli studi commerciali, il Sabbatini - sono esigenze che si contraddicono, che è impossibile comporre in un unico istituto. Troppo sostanziale ed assoluta è la differenza nell'indirizzo dei due corsi: differenti d'intenti, di metodi, di programmi. Se associati, finirebbero per danneggiarsi, incepparsi a vicenda; risentendo necessariamente l'influenza l'uno dell'altro, tenderebbero ad uniformarsi, venendo meno cosi ciascuno al proprio fine. Non avremmo piu la scuola tecnica e non avremmo ancora la scuola moderna; quella perderebbe del suo carattere 27 Cfr. le parole dette da Quintino Sella alla Camera nella seduta del 17 gennaio 1862: "Vi parrà strano di sentire da un uomo, per cui gli studi tecnici furono sempre l'oggetto delle sue applicazioni, cli codeste asserzioni; ma quanto a me, io ve lo dico chiaramente: vorrei che coloro i quali vengono ad un'università per seguitare il corso di matematica, avessero studiato per bene il latino, l'italiano e se si crede anche il greco; che sappiano bene la storia e la geografia; e non che vengano avanti sapendo balbettare un poco di chimica, un poco di fisica, un poco di meccanica: cose eccellenti per chi non debba seguitare gli studi e voglia entrare subito in una officina, ma che non servono a nulla per chi si vuole addottorare in matematica e divenire laureato dopo fatti studi profondi di matematica pura e delle scienze applicative che ne dipendono. Quindi, quanto a me, non biasimerò certo l'istruzione letteraria; vi dirò anzi che, per quell'esperienza che ho acquistata nell'insegnamento, sono venuto in questa convinzione, che se vi ha difetto nei giovani ingegneri, si è nell'istruzione letteraria. Quanto a me, sappiano un poco piu od un poco meno di matematica quando vengono all'Università, ciò non importa: vengono appunto per impararla: ma, se non hanno un'istruzione letteraria, tutta la loro educazione generale si trova viziata... Datemi giovani che sappiano bene l'italiano e il latino... Per me io non desidero altro nei giovani che vengono all'Università per studiare matematica, se non che abbiano un buon fondamento di istruzione letteraria... Se mi fosse lecito dire che ho qualche rancore contro gli Istituti tecnici, gli è perché fu fatta facoltà a quelli che vengono da questi Istituti tecnici, di andare a studiare matematica all'Università." 28 Si vedano nel volume L'Ordinamento e i programmi di studio degli Istituti tecnici le osservazioni fatte da parecchi professori degli Istituti nell'inchiesta del 1877 sulla difficoltà di conciliare gl'intenti professionali con gli educativi, anche nell'insegnamento dell'italiano (pp. 32, 49), del disegno (pp. 173, 176, 181, 187), della fisica (pp. 304, 309), della chimica (pp. 329, 332, 337), delle scienze naturali (pp. 373, 374, 383). Per le discipline giuridiche vedi SANTANGEL0, · Osservazioni critiche sopra i programmi d'insegnamento di diritto e legislazione rurale negli Istituti tecnici, Reggio Calabria, 1888, pp. 4-5. Cfr. Documenti sull'ordinamento delle scuole, Firenze, Tip. Cavour, 1866, pp. 289 sg. E vedi anche FERRATINI, Sul nuovo ordinamento dellq Chimica nelle scuole secondarie, Messina, Nicastro, 1906, pp. 7-9: "L'insegnamento di chimica, che attualmente si professa negli Istituti, si limita nel piu dei luoghi a tre ore di chimica generale comune per tutte le Sezioni, ed a 4 ore di esercitazioni pur comuni, ed è male, alle sezioni di fisico-matematica e di agrimensura. Il corso di Chimica generale cosi impartito, non basta per l'allievo di fisico-matematica che non trova nel IV anno un aiuto in un breve corso di chimica complementare parallelo all'insegnamento di fisica complementare; non è accetto agli allievi di ragioneria e di agrimensura, sapendo che non è di passaggio a corsi brevi ma chiari di chimica merceologica e di chimica agraria... Per gli allievi di fisico-matematica gli esercizi pratici sono rivolti allo scopo di far si che gli allievi prima di lasciare la scuola secondaria apprendano i primi principi del metodo sperimentale, che dovrà poi informare tutti gli studi superiori... Il perito agrimensore nella pratica risoluzione degli esercizi chimici ha intendimenti in gran parte diversi da quelli del fisico-matematico. Per questo le ricerche chimiche non sono che un avviamento a futuri studi che terminano col conseguire la licenza professionale ... Occorre, quindi che sieno separati." 374 BibliotecaGino Bianco
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