Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERHIVO RAVE NATE, ECC. da un organismo federativo che copra tutta l'area della provincia. A questo livello, come strumento del sindacato, avviene, dunque, il recupero dell'esperienza e delle funzioni che la cooperazione ha svolto in vent'anni di attività. Termina così il primo periodo di vita delle cooperative, durante il quale si presentavano come unici strumenti di difesa della classe operaia contro la spogliazione e lo sfruttamento capitalistico. Se prima la cooperazione era chiusa in se stessa e si intravvedeva in essa la possibilità di comporre il dissidio fra lavoro e capitale con l'eliminazione degli intermediari, ora è strumentalizzata ai fini della politica sindacale. E in questo senso si modificano anche gli statuti delle cooperative dai quali scompaiono le finalità dell'emancipazione e dell'autonomia dei lavoratori e rimangono, meglio precisati, gli scopi aziendali come impresa economica (22). Tutte le cooperative e la stessa Federazione, oltrechè associarsi alla Lega nazionale delle cooperative, si iscrivono alla Camera del lavoro. Anzi al I Convegno delle cooperative braccianti delle provincie di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna, tenutosi a Bologna il 28 e 29 ottobre 1905, si avanza l'idea da parte dei rappresentanti delle cooperative bolognesi, che le Federazioni provinciali as_socino solo quelle cooperative i cui soci sono iscritti alle Leghe per assicurare, si dice, la sostanza di classe del movimento cooperativo (23). La proposta è poi respinta su intervento di Baldini che afferma giusto il principio per le cooperative, ma non lo ritiene valido per le Federazioni in quanto per la loro attività non è necessaria un'affermazione di principio. La svolta radicale che così si opera non investe solo gli orientamenti e la collocazione del movimento cooperativo ravennate nel quadro degli obiettivi più generali che i socialisti si danno, ma tocca altresì la stessa struttura interna del movimen~o. Se il convergere della campagna verso la città è una costante della strumentazione organizzativa sia politica che sindacale e cooperativa del ravennate, (22) In tal senso è modificato lo statuto dell'Associazione ravennate nell'Assemblea del 5 maggio 1901. Alcune modifiche erano già state apportate nd 1898. Si veda A.C.A.B. Ravenna, Libro delle adunanze degli azionisti, cit., p. 49. (23) La parola dei socialisti, anno VII n. 130, 11 novembre 1905.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==