IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 477 pure segretario delle Leghe braccianti. Non appena costituite, le organizzazioni sindacali preparano nuovi capitolati colonici e nuovi patti di partitanza sulla cui base mezzadri e braccianti iniziano le trattative col Comizio agrario (5) e si intraprendono le prime lotte e i prim: scioperi (6), così come ovunque nella Val padana. Sia per quanto riguarda la strutturazione organizzativa che per le rivendicazioni sindacali, le Leghe, le Fratellanze e la Camera del lavoro si ricollegano e si rifanno direttamente all'attività già sperimentata dalle cooperative. La soluzione organizzativa su base territoriale comunale del sindacato ricalca infatti qualla adottata e confermata dal movimento cooperativo. Come la cooperazione converge alla città e nella città trova i suoi dirigenti, così analogamente avviene per il sindacato. Anche le prime rivendicazioni sindacali ricalcano la strada già aperta dalle cooperative. Con i nuovi capitolati colonici per i mezzadri e i nuovi patti di partitanza per i braccianti si chiede la abolizione delle opere di bando, la soppressione del taglione e di altri gravami a carico dei lavoratori. Sono i benefici che l'Associazione ravennate ha già ottenuto, con un'aspra lotta, nel 1897 dal Comune di Ravenna per i contratti di affitto per la gestione del tenimento S. Vitale. Attraverso la breccia aperta dalla cooperativa, con la lotta del 1901 per le nuove tariffe dei braccianti e del 1902 per i patti colonici, i sindacati cercano di estendere i benefici a tutti i lavoratori, sicchè le nuove organizzazioni sindacali continuano l'esperienza del movimento cooperativo portandola a livelli superiori. Così la costituzione delle Leghe, delle Fratellanze e della Camera del lavoro più che una svolta dell'organizzazione del movimento operaio romagnolo, rappresentano un processo di continuità, uno sviluppo e una rettifica. Al di là dell'importanza di queste lotte sul piano sindacale per il miglioramento delle retribuzioni e delle PROCACCI, Geografia e struttura del movimento contadino della Valle padana, in Studi storici, anno V n. 1, gennaio-marzo 1964, p. 64 ss. (5) Il Comizio agrario e l'organizzazione dei proprietari e affittuari di terre a carattere prevalentemente tecnico più che di classe. (6) L. LoTTI, / repubblicani in Romagna, ecc. cit., p. 210 ss.; P. D'ATTORRE, La lotta per il miglioramento dei contratti di partitanza nel 'agro ravennate nel 1901, in Le campagne emiliane, ecc. cit., p. 235 ss.
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