JL l\IOVIME~TO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 457 Accanto a questo criterio territoriale di organizzazione si precisa anche quello relativo alla condizione professionale degli associati. Se agli inizi alcune cooperative, come quelle per le arti costruttrici, si costituivano sulla base di vari mestieri, ora invece si ha una separazione netta per tipi di professione. E ciò in corrispondenza all'evolversi dell'assetto produttivo e del principio della divisione del lavoro che l'avanzare del capitalìsmo rende più esplicito. Ad esclusione della cooperativa di Faenza, che oltre ai braccianti accoglie anche carrettieri e muratori, tutte le altre sono fondate associando operai per qualifiche professionali ben precise. Ma il momento politico rappresentato emblematicamente dall'eccidio di Conselice e dal massacro dei contadini siciliani e poi dalla repressione dei Fasci, non è certamente dei più favorevoli alle associazioni operaie. D'altra parte la stessa crisi economica restringe le attività e crea difficoltà aziendali alle nuove cooperative non meno che a quelle più vecchie. I lavori pubblici finanziati dallo Stato per la provincia di Ravenna si riducono notevolmente tanto che dalla media annua di lire 163.654, nel quinquennio 1880-1885, scendono a lire 43.898 nel quinquennio successivo, per riportarsi ad una media annua di lire 91.968 nel periodo 1890-1895(28). I grandi lavori di bonifica che interessano tutto il territorio della provincia e che da più parti vengono sollecitati restano purtroppo lettera morta; fra essi anche il Canale di destra Reno, la cui esecuzione può risolvere le condizioni igieniche e produttive di un vasto terrìtorio a cavaliere fra le provincie di Ravenna, Bologna e Ferrara. I progetti per quest'opera erano già stati approntati fin dal 1879, promotrice la congregazione del Consorzio Buonacquisto, classìficata, con decreto reale dell'n ottobre 1885, fra le opere di prima categoria (29). Nonostante vi fosse una promessa di pronta esecuzione fatta dal re durante la sua visita in Romagna nel 1888, per la contrarietà degli interessi dei proprietari delle terre finitime, l'esecuzione dell'opera è rimandata a tempi futuri. In questa situazione i disoccupati « [ ... ] ( 23) Dati da noi elaborati sugli originari tratti da A. DE STEFANI, L'azione dello stato italiano, ecc. cit., p. 1026 ss. (29) Per più ampie notizie si veda IL faro romagnolo, anno I n. ,89, 17 aprile 1892.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==