• - u87 - perchèprostituisci i tuoi figli, mettendoli al servizio dei tiranni? Voi avete svesso assistito alle cerimoniedella religione. Nulla di più grande, nulla di pii1 sublime. La messa, i funerali, queste antiche solennità che durano qualche volta più ore, riassumono lunghe tradizioni e rappresentano forse le prime estasi dei pontefici che cercavano il mistero dell'universo ancora adesso sconosciutoai filosofi. Voi avete dovuto notare come esse procedano maestosamente, lentissimamente avanzandosi verso la loro ·meta; con1e passino imperturbabilmenteda un atto all'altro santificando ogni circostanza benchè volgare; nulla omettono,non trascurano alcun incanto, non intralasciano alcun esorcismo, non dimenticano alcuna classe di fedeli sacra od empia, felice od infelice. Qui alcune parole ·Jatine sono consacratead un pen-- siero di misericordia, poi un altro verso fa intervenire Dio o gli angeli o i santi per allontare un pericolo, poscia un' alleluja, un canto, un moto del sacerdote, un cambiamentodi vesti, le voci di un coro, una frase dell'organo,l'arrivo di nuovi diaconi, od alcuni grani d'incenso gettati sul fuoco,od i lumi accesi sull' altare, rappresentano i momenti diversi d1 un dramma costantemente universale. Così pure s' inoltra la poesia di Campanella, solenne, variata, liturgica, sottomettendotutto all'intento di compiere Ja grand' opera della rinnovazioneumana. Egli recita il Pater noster, perchè la volontà di Diosia fatta in terra, come _incielo; poi parla degli abiti e proscrive il nero dei preti cattolici, il colore dell'inferno,sperando di ritornare al bianco, secondola ruota fatale; e si taccia il popolo morto che non vuol udire il
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