Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 585 - , çhe gli empj spesso fur canonizzati , Gli santi uccisi e gli peggior di noi , Princip~finti contro i veri armati. • Adesso che il poeta è fatto uomo e che accusa tutte le religioni dal Giapponefino al Messico, la giustizia gli impone di attendere un redentore, il quale riscatti la terra da un mare ali' altro. Ma può egli attenderlo col ponteficedi Roma? No certo, e neppure si fiderebbe del Redentore disarmato dei cristiani, laonde esclama: , Se torni in terra armato vien Signore • Ch' altre croci apparecchianti i nemici , NonTurchi, non Giudei, ma quel del regno tuo. Piuttosto l' islàmismoche una fede inerme; l' islamismonon rispettanè nobili, nè ricchi col diritto di regnare a proprio..profitto; non lascia sussistereuomini che a nome.della·nascita combattanoil merito per principio e lo calpestinodi padre in figlio, nel mentre chedi continuo il geniorinnova il mondoc' òlle scoperte e colle invenzioni. In una parola, l'islamismo attua il regno degli uomini più degni, « mira )) solo alla virtù e non al sangue, nobilitagli schiavi, • e se conoscessela yirtù, solo per questobuon uso » sarebbe padrone del mondo. » Quindi ali' azione; appello ai popoli, e il primo appello è rivolto all' Italia. Lévati, le dice il poeta, terra di Giano, di Saturno, di Pittagora, di Numa, di Telesio; guarda come Roma si è fatta sepoltura de' l~rni tuoi e degli esterni candeliere.,)) e:. , Locri, Taranto, Sibari e Crotone, , Sannio, Capua, Firenze e Chiuse, , Ge11:ovea l'altre di gloria deluse. I I • \ . . , . ' , ' I . ', ' .. ' .

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