i - 56~ - glie forse ogni società? Qual popolo l'a111motteQ?~al repubblica la segue? Il .mondo non proclama forse altre leggi, altri costu1nie un'opposta morale? Non affida forse all'interesse , àlla cupidità, all'orgoglio, la cura delle arU, dell'industria, del governo? Non prospera forse colleguerre, coi vizj,cogli scandali, coi tribunali, col giuramentoe colle persecuzioni? Riservandosi le virtù del Vangelo, la Chiesa non mutila forse i suoi sacerdoti cui interdice il co1nrr1ercidoella donna, la procreazionedei figli, l'uso delle armi, la religione del lavoro? Non direbbesi risoluta ad una eterna sterilità, ed a vivere con1eun' instituzioneparassita, trascinandosi con vile dejezionesotto i piedi dei potenti che dovrebbe calpestare? Risponda il cristiano a suo talento, sarà sempre scosso e pensoso: ma la città del Sole non ammette la divisione dei due poteri, non accetta da una parte l'avvilimento evangelico dall'altra l'orgoglio dei grandi, da una parte una inerte comunanza dall'altra una rapace proprietà, da una parte un'evirata virginilà dall'altra un matrin1onioregio ed egoista, da una parte l' organizzazionedi una Chiesa inern1e dall'altra la prepotenza di un governo militare; e onnipotenti col1' industria, col lavoro, colle armi, colla scienza, i sacerdoti solariani restituisconoai precetti evangelici il senso che ne permettel'intera applicazionenel mondo. Quindi non giurano perchè sono sacerdoti, non giudicano perchè, abolita la proprietà, le loro magistrature sono morali; non li ligano perchè soppressi gli ingiuriosi diritti delle persone e delle cose svaniscono i processi; non arricchiscono perchè ogni cosa è _comune; danno ogni cosa ai poveri accordando lo_ro quanto n1anca nell'attuale società., e sono tolti gli
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