- otocapace di tutti i n1iracoli dell' intelligenza e dell' ignoranza, in relazione diretta col papa senza esserne schiava, e sotto tal capo per cui si trovi in comunicazione con tutte le nazioni della terra. Questa capitale esiste nel Mezzodì, si chian1aNapoli, centro del gran feudo della Chiesa, obbediente al re cattolico 'padrone di due mondi, e fertile di filosofi incomparabili, fino dalla più remota antichità, vive essa tra gli incanti de] pensiero, gli splendori della natura e le meraviglie dell'arte. . A Napoli dunque in uno di quei giorni in cui il cielo sembra innamorarsi della terra, io vedo approssimarsi una nave; entra nel porto, nel 1572, ne discende un giovinetto di quattordici anni, attraversa le vie, e vede I~ folla vicino ad un luogopubblico, dove si disputava di filqsofia; vi entra, chiede la pa.. rola, parla; gli applausi scoppiano.Tutti lo,ar.omirano e lo conducono ad una locanda tra le ovazioni. Questo giovinetto era Tomaso Campanella, giunto a Napoli per intraprendere lo studio della legge. 11a le discussionidell'eredità, dei fidecommessie del muro comunenon gli offrivanoalcuna ~ttratti va, la sua vo.. cazione se gli era già rivelata nella prima adunanza di Napoli,e vinto dal nome di S. Tomasoe di Alberto il Grande, egli entra nei chiostri del grande ordine di S. Domenicosperando di esservi iniziato a tutti i n1isteri della scienza. Progredisce rapidamente, ed i monaci gli mettono tra le mani i libri del 1naestroAristotele, il quale insegna comele coseescano dal nulla, e vi ricadano di continuo, senza che alcun essere si sottragga alle sue leggi; la sua dottrina abbraccia il cielo e la terra. Ma nel mentre che Campanella, inviato al monastero di S. Giorgio, sfoglia i libri ,d'Ari- ..
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==