Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 4:91 - scrittoattribuitoglisul governovenetoe lo staccodalla -sua persona considerandolocome l'ombra sua. Se lo leggeteisolatamente non tenendo contodegli avvenimenti contemporanei della repubblica veneta, se dimenticate il passato, esso non ha valore alcuno e dovete metterlo a fascio cogli altri scritti polemici di Fra Paoloo de' suoi contemporanei.Restituiteloal tempo, al luogo nel quale fu redatto, e àllora vi troverete Venezia alle prese col pontefice e colla dominazioneispanica ed assisteretenon ad una stolta guerra di retori contro r antica gloria di Ron12,ma alla guerra della ragione contro l'orbe cattolico. Per ciò.solo l'Opinione del pseudonin10consiglia ai Veneziani di stringersi intoroo ai loro nobili; qualunque essi siano; non saranno mai plebe~ e non avranno le credenze delle moltitudini di Firenze, di Napoli, e sopratuttodi Roma.Siano essi adunque rispar1niatidal fisco, rispettati dai tribunali, si stabilisca pure. dinanzi ai giudicila loro superioritàsui· , plebei; in caso di delitti, siano pure puniti con più fracasso che danno, poichè se distruggete l'idea che il sangue loro è venerabile e sacro, se li ·degradate collo scandalo o collamiseria quando intenderete il cannone della guerra cattolica,. i jerofanti della libertà più non saranno obbediti. Catoneseminava le divisioni tra gli schiavi; imitatelo, separate quindi gli -artigiani in pii1quartieri, inimicatei quartieri gli uni contro gli altri, con guerre periodicamentefesteggiate; g.iungonoi giorni in cui il popolo impazzisce · ed aJlora sarà nell' impotenza di .mal fare, di seguire i gesuiti, di ascoltarei francescani,e di-cedere alle suggestioni dei marchesi di Bednìar, dei duchi di Ossona, o dei governatoridi Milano.

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