Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- qo3 - Gome H nostro corpo lo è del la rotazione dei rnon,1 i. Se 1o stoico vuole l'assoluto si pasce di Hnzioni; ~~e si dice superiore al dolore, diventa insensato : se aspira al laconisn10,ingenera il cicalescio; se si pretende diverso dalla n1oltitudinc, cade al difuori de11a natura umana; e se si proclama virtuoso, nella solitudine la virtù è norne vano. La conternp1azione può essere isolata , nia come 1nai agire sulla società coll'isolatnento? Fr~ gli antichi lo stoici:;1nofn la filosofia delle catastrofi inspirò il suicidio dì Catone~ i suoi addelti sotto i cesari furono , altrettanti suicid.i; nel seicento, il sublimedel1aconte1nplazionedi Ta~it~velavasie s'ecclissavanei lin1bi tlell'intelligenza,' e la disdegnosa sua esposizionedelle piL1 turpi verità si lasciava distrarre dalle tentazioni dell'epoca, si lasciava trasportare dal diritto di 1nen-·· tìre che eransi arrogati i discepoli di Zenone, e ne nascevauna letteratura di allusioni, una politica di astuzie, ed ho dovuto discendere a parlarvi di Lavriana, di Oraffi e di Collodio.Se giovava la prima Scuola dei Solitarj a sciogliere tutti i vincoli della fede onde la Spagna più non potesse fidarsi di aJcun Italiano, quel 111iscnglio cl i temeraria arditezza e di sordida viltà che si svolgenella seconda Scuola dei Solitarj, non solo scioglie l'antica società, n1a fa subire oramai alla nazione l'ultima prova del fuoco in n1odoche si giunge alla pace di ,v estfalia, cioè alla fine delle guerre di religione, senza religione alcuna.

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