L'università libera - 1925 - Anno I - n. 10

L' \f N l V E U S J T À L 1 B E RA 291 Così rafforzati, si lanciarono conlro i Goli, li vinsero, e li coslrinsero a varcare il Danubio: un accordo con l' iiuperalore rçnnano permise ai Goti di stabilil'Si nelle provincie romane situate a sue\ ciel gran fiume. Ma non era possibile agli Unni restare tranquilli nelle nuove sedi conquistale: mandarono cli là spedizioni in Asia, devastando e saccheggiando l'Anncnia e l'Anatolia; mentre allre loro schiere entravano nella penisola balcanica, desolavano la l\lesia e la Tracia, poxtando dappertutto la strage e l'incendio. Usavano radere al s1Ìolo le città prese d'assallo, sgoz.zare l'inliera popolazione, tranne le donne e i fanciulli che traevano in sc.hiavitù; soltopone,nnb i prigionieri <li guerra ai più raffinati e mostruosi supplizi; tramutavano in deserti le floride regioni dove si erano abbe,,erati i loro cavalli. Nessuno dei popoli barbari che li aveva prJcecluti nell'invadere le provincie rmnane lasciò un ricordo così spaventoso come quello cbe si accompagnò alle loro gesta: i Goli, gli Avari, gli Alani, _iVandali parvero angeli in confronto elci diabolici guerrieri unni. Le stesse.. donne degli unni gareggia vano coi loro mariti nel dare prova cli ferocia, nell'infierire sui vinti: e le leggende raccontav·1110 che dopo la villoria bevevano il fresco sangue dei vinti scannali. •, Quando già una serie cli re abili e fortunali li aveva condotti ad un alto grado cli potenza, quando gi11dagli Altai originarii erano giunti al Danubio, il cleslino diede loro un capo che fu uno dei più valorosi e dei più accorti conquistatori dcli' ,111tichità: Attila. Egli, e suo fratello Bleda, salirono al trono l'anno 43'1, alla morte del re Rua loro zio: per otto anni Attila si adattò a dividere il trono col fratello: poi, avido cli regnare solo, uccise Blecla e si trovò capo unico e incontrastato ciel suo popolo. Quando Attila iniziò il suo regno, lo Stato cli cui si trovò padrone occupava già una immensa estensione. Obbedivano al re unno gli Ostrogoti, i Gepicli, gli Eruli, i Rugi. Appena cinta la corona, Allila vinse i Burgundi, domò tutte le nazioni che vivevano fra il i\Iar Nero e l'Adriatico, spinse le sue armi fin nella Svezia e nella Scandinavia. I Longobardi e i Marcomanni si riconobbero suoi vassalli. Cosicchè ormai egli, come scrisse Chàteaubriancl, « dal fondo della sua città di legno, fra le praterie della Pannonia, non sapeva quale delle sue due braccia stendere per impadronirsi cieli' impero cl' oriente o ,di quello cl'occiclente, e se gli convenisse cancellare Roma o Costantinopoli dalla faccia della terra».' Intorno all'anno 440, cioè quando Attila fu unico re degli unni, lo riconoscevano per loro signore tutti i nomadi ddle steppe tartare e sarmatiche, tutte le tribù slave, quasi tutte le razze germaniche, insomma il 111ondo barbarico quasi inliero, dal Caspio e chi! Mar Nero fino al Baltico e al Heno. Dopo Roma, non si era visto mai un impero così vasto e pol~!1tc. Era fatale che esso si urtasse con Homa

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