L'università libera - 1925 - Anno I - n. 10

L' U N I V E R S I T À L I ll E RA 3ll barlumi, e anche da bagliori: nella sua più bassa situazione, l'uomo è sempre un forte cervello, le cui forti capacità si mostrano quando meno vi si pensa. Ma bisogna confessare che nulla appare più sciocco e stupido cli una religione nella fase infantile. Passiamo sopra questo primo periodo, che ha potuto durare indefinitamente. Effettivamente, quando si è stabilito un certo equilibrio tra il paese e gli abitanti, tra le riserve dell'ambi.ente e l'uso che se ne fa, le orde e le tribù possono, per migliaia: d'anni, coesistere le une accanto alle altre senza modificazione apparente. Così lo spirito sembra aver ristagnalo allo zero ~el termometro_. sul continente d'Australia, sino al recente arrivo degli Europei. _ Ma, presto o tardi, l'equilibrio finisce p~ rompersi per una spinta, venula dall'interno o dall'esterno. Le tribù s'agitano e s'urlane, le agglon1erazioni si disfanno, si ricostituiscono, si confederano per l'attacco o per la difesa; nella ·massa che fermenta, hanno luogo nuove combinazioni chimiche. . Le orde, i cobongs~ o le tribù clie s'installavano nelle foreste ricche di selvaggina, la famiglia, la gens o il clan che s'impadroniva d'un terreno d,i pascolo o di coltura, prendevano come divinità particolare un antenato, la cni notorietà non 1anclava oltre i più vicini paesi. Rivale degli animali, l'uomo li ammirava per la forza, l'accortezza, l'agilità, l'astuzia o la costanza, e amava prenderli come suoi antenati. Protettori della pretesa posterità, codesti Geni ne condividevano la fortuna, buona o cattiva. Tutti avevano cominciato penosamente, lulli avevano la vita difficile; la maggior parte perivano per i crudeli a.ccidenti della lolla per l'esistenza. Durante questa concorrenza che faceva sì che i gruppi umani si dilaniassero a vicenda con pretesti non meno frivoli e stupidi di quelli delle nostre guerre moderne, certe popolazioni conquistavano un primato. Le foreste ricche di selvaggina, gli stagni pieni di pesci, le fertili vallate, i guadi e i valichi davano ai loro detentori una preponderanza sempre rinascente, e l'onore n'era attribuito al feticcio locale. Si ritenne che le popolazioni cosi favorite possedessero gli dei cli miglior qualità. Sorsero delle leggende, s' imbrogliarono e crebbero a caso, la forma più recente assorbendo le anteriori. Senza dubbio le religioni assunsero una forma definita soltanto perchè la critica s'immischiò nei loro affari. Non vuol dire, - l' Intelligenza e la Fede sono cose realmente distinte, forse anche incompatibili. Nessuna religione è ragionevole. Le religioni sono le prime, non a confessarlo, ma a vantarsene. Derivano dal sentimento, che ama gli eccessi. Analizzatele sino in fondo, troverete che sono nnl.e tulle quante dnl timore. - Nei carnlleri volgari, il timore provoca la bassezza, ma nei IJci carallcri si lrasfonua in

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