L' u N I V E n s I T l L I n E n A 307 Provvidenza nè alla vita futura; quel Senato era una assemblea di filosofi, di voluttuosi e cli ambiziosi, lutti pericolosissimi, e che perderono la repubblica. Io non vorrei avere a che fare con un principe ateo, il quale troverebbe il suo interesse nel farmi pestare in un mortaio: sono sicurissiino che sarei pestalo. Non vorrei neanche, se fossi un sovrano, avere a che fare con cortigiani atei, il cui interesse sarebbe di avvelenarmi: mi occorrerebbe pÌ·enclere tutti i giorni a caso t!~I contravveleno. È dunque assolutamente necessario, per i principi e per i popoli, che l'idea cli u Essere suprem,o, crealo~·e, governatore, re1nuneratore e vendicatore, sia profondamente scolpita negli spiriti. t Vi sono pure dei popoli atei, dice Bayle nei suoi Pensieri Slllle comete. I Cafri, gli Otlentotli, i Topinambn, e molte altre piccole nazioni, non hanno affatto Dio; ciò può·essere; ma ciò non vuol dire che essi neghino un Dio: essi non lo negano nè lo affermano; non nt hanno mai inteso parlare. Dite loro che ce n'è uno, ed essi lo crederanno facilmente; dite loro che lutto avviene per la natura stessa deJl,e cose, ed essi vi crederanno ugualmente. Pretendere che essi sono atei è lo stesso che imputarli di esere anticartesiani; essi non sono nè in favore nè contro Descartes. Sono dei veri bambini; un bambino non è nè ateo nè teista; egli non è niente. Quale conclusione trarremo noi da tutto ciò? Che l'ateismo è un mostro perniciosissimo in coloro che governano; che è tale pure nella gente di studio, benchè la loro vita sia innocente, J)erchè dal loro gabinetto essi possono arrivare fino a coloro che sono in piazza; che se non è cosi funesto come il fanatismo, è quasi sempre fatale alla virtù. Sopratutto aggiungiamo che vi sono oggi mollo meno atei di una ,,olla, dopo che i filosofi hanno riconosciuto che non vi è nessun essere vegetante senza germe, alcun germe senza intenzione, ecc., e che il grano non viene affatto dalla putredine. Dei geometri non filosofi hanno respinto le cause finali, ma i Yeri filosofi le ammettono; e, come ha detto un autore conosciuto, un catechista annunzia Dio ai fanciulli, e Newton lo di1nostra ai saggi. • I~ 11srito: VOLTAIRE. FELTX LE DANTEC L'ATEISMO Prima edizione italiana. Traduzione di P. Salusti Prefazione di Giuseppe Rensi. Un volume di 230 p:1gine gr:m<1i L. 10 fra.neo di porto rncconrnndato.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==