L' U N I V E n S I T À L I B E RA 287 · • pagliaccio, poteva ricevere l'ingiunzione di recarsi davanti al Municipio in un giorno di sole. E quel miserabile aveva diritto di schiaffeggiare il buon borghese, a su·o piacimento, colpendo, non la guancia, ma l'ombra sul muro. Giacchè, grazie a Dio e a Nostra Signora! nell'illustre e lodevole città di Norimberga, c'era giustizia per tutti, nobili, borghesi, artigiani, contadini e furfanti, di qualunque condizione fossero. , ': I La questione dei castighi e delle espiazioni era stata trattala dai teologi, prima che dai giuristi. Una seltà più o meno gnostica aveva preteso che il Redentore era stato l'ombra di Dio apparso tra gli uomini. I Doceti insegnavano che in Gesù Cristo la divinità era unita all'umanità, così intimamente come l'anima al corpo. Ma, poichè ripugnava loro di credere che il Figlio di Dio, anch'egli Dio, avesse provato I bisogni materiali e grossolanamente fisici della specie, pretendevano che il corpo, sotto la cui apparenza si mostrava il Cristo, fosse già il corpo glorioso che gli si riconosce dopo la resurrezione, e che il fedele assimila nell'Eucaristia. - Un'ombra mangiò e bevve alle nozze di Gana, dicevano; un'ombra fu flagellata dalle verghe e crocifissa. L'Ombra soffrì, perchè le ombre soffrono, ma l'essenza divina restò intatta. Piacque al potere dominante cli disonorare i Doceti e di trasformarli in eretici. Furon rimproverati di non entrare sufficientem.ente nella dottrina: Credo qui a absurdum. Infatti, perchè scegliere le mezze misure? Questo Doppio, i Mazdei lo chiamavano il Fcruer o il Fravashi. I Greci dicevano Is o l\lenos, - cosi, la forza degli Atridi, la forza sacra d'Alvinoos. - I Romani l'intitolavano Genio: genio di Ilruto, genio di Virgilio, genio di Roma. Fallibile era l'imperatore, infallibile il suo genio. Parimenti nel papa, bisogna distinguere l'uomo e il sommo pontefice. Nella sua Necyomanzia, Luciano introduce il filosofo Menippo, reduce dagl'inferi. Il cinico racconta all'amico Filonide com.e si rende giustizia al tribunale cli Minosse, Eaco e Radamanto: - « Tu conosci le ombre che il sole produce con i nostri corpi. Quando siamo morti, queste sono le nostrn accusatrici, i testimoni che depongono contro di noi, e rivelano i delitti della nostra vita; testimoni i~refragabili, po\chè queste ·ombre ci seguono dovunque e• non s'allontanano mai dai nostri corpi. » A questo tribunale, Menippo vide il tiranno Dionigi che veniva convinto cli empietà e di delitti con la testimonianza della sua ombra.
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