L' U N I V E R S I T À L I U I-: RA 279 L'anima ha la forma instabile dei vapori e delle nebbie di cui è composta. La si vede cosi come la si sente: simpatica, o ripugnante e difforme. I suoi contorni riproducono quelli del corpo, o più in grande o più in piccolo. Quando dimora nel pelta, non ha che l'altezza di un pollice, secondo il Mahabharata. Questa è pure la statura che le attribuiscono i messali e le miniature del medio evo. Certe pitture murali descritte da Filostrato rappresentano delle bambole che svolazzavano in!Qrno a un carro: erano le anime dei rivali di Pelope, i pretendenti alla mano di Ippodamia, sventurati giovani ch'egli aveva trucidati. Su molli vasi dipinti rappresentanti il corpo di Ettore/ trascinato da Achille, Patroclo è raffigurato da una figurina armata, che svolaz.za intorno al monumento. Ma gli spiriti s'allungano quando son visti con gli occhi della paura; il terrore dà loro una statura smisurata. Non appena si cessa di temerli, la loro statura diminuisce, assume proporzioni trattabilissime; se ,trascurata, si raggrinza e si accartoccia. Dapprima, la loro statura era pari all'altezza d'una montagna, ma il mago riesce a rinchiuderla nel castone di un anello. « Ora si fanno grandi, i demoni Babbucci, ora si fanno piccoli, ora si elevano sino al cielo, ora s'umiliano in, terra », testL mania un'autorità competente, Giovanni Cassiano detto l'Eremita, il quale era stato ampiamente informato dai Padri del deserto. Del loro fantasma Torngarsuk, gli Jnoits raccontano che si fa prodigiosamente grande o piccolo a sua volontà; se prende dL mora nella pelliccia di uno stregone, ha la lunghezza del dito mignolo. Uno della Bassa Bretagna così narrava l'apparizione di GuiJlarmie, il « Gars aux Galocl1,s » : - " Sdegnoso e altero, camminava a lenti passi. Cresceva quanto più lo si guardava; egli cresceva, ma io mi sentivo diminuire d'altrettanto. » Un filosofo cinese ha trovato un'ottima formula, che soddisfa contemporaneamente i più convinti partigiani della dottrina e i suoi avversari più dichiarali: - Shen o Spirito, così si chiama la cosa, la cui trasforma- ·.zione non dipende nè dai giorni nè dalle stagioni. La qual cosa a suo piacere s'eleva sin nelle nubi, oppure s'affonda e si nasconde nel suolo, riempie il mondo, si trasforma in verme o in limone. Secondo la fede, s'ingrandisce o diminuisce. I nostri teologi, mentre affermano che la materia è opera dello spirito, d'altra parte la dicono ignobile e fuu·esta. Insistono sulla sua pesantezza e grossolanità, per esaltarne l'autore. Scomunicando, ma saccheggiando gli gnostici che avevano gerar-
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