L' U N I V E R S J T À I. 1 D E RA 277 una tavola di cipresso, legno durissimo e nodoso. Il povero san Giuseppe sudava e sbuffava, sbuffava e sudava; ad ogni colpo di pialla, mandava un e< han >> che pareva un ge1nito. Invisibile, un angelo stava a guardarlo, e s'edificava nel vederlo così çoraggioso al lavoro. Pensò che le future generazioni avrebbero piacere di vedere come si lavorava nella sacra Famiglia. Ebbe una idea, come soltanto gli angeli possono averne. Vedendo u_na boccetta vuota, che aveva contenuto della colla: forte, aspettò il momento opportuno. Ansava il piallatore, ansava sempre, emetteva ancora un han! quando il nostro angelo protese rapidamente la bottiglia sino a fior di labbro, vi ricevè l'han e tappò subito. L'han era 11,ellabolliglia e vi restò bellamente; l'angelo ne fece clono alle sante sorelle di Betania. Passando di mano in mano sino alla pia imperatrice Elena, la reliquia fu portala in Occidente, dove edificò le anime buone, fìnchè .uno di quei fedeli a cui nulla si può rifiutare - re o nobile dama o ricco barone - richiese la santa fiala per rinYigorire un suo fanciullo, debole e malaticcio, con l'alito di sau Giuseppe. La fiala fu aperta: l'han fu sentito, scomparve e corre ancora il mondo. Così, dicevano i priini metafisici, l'anima ha la densità deìl'aria, vi si muove come un pesce nell'acqua. Fisica, pura1uente fisica, essa gode rlelle proprietà inerenti alla matel"ia. Ancora oggi, i filosofi taoisti parlano dell'anima come d'una 1nal'cria epurala. La si affini quanto si vuole, sino alla quintessenza, purchè se ne salvi la materialità! Si dica che gli spiriti, giunti alla felicità, acquisteranno una sostanza solare o astrale, - come gli Ameshaspcntas mazdci, che erano raggi di luce, - si rarefaccia questa sostanza sino a identificarla con etere, i ~liclcs e gli Sciamani non ci lroveranno nessun inconveniente, purchC si garnntisca che questa sostanza sarà reale quanto quella degli astri. Accettando questo punto di vista, certi occullisti contemporanei formano il loro « perispirito >> di materia rarefallo, nel quarto stato. Anche qui, dei poveri stregoni prevedevano ciò che i nostri salotti hanno trovalo di pii, moderno. Tullavin, er::i ancora hen lontnna dallà materia radiante quella !-•C·tldaella Ninfea, o Pei Lien l\.liao, che il governo e la borghesia cinesi hnnno sterminato tempo fa. Costoro credevano che l'anima adulta pesi esattamente sedici oncie. Alla morte dell'individuo, l'anima si recherebbe dal Lao ì\lu, la genitrice universale, che preleverebbe quattro oncie per usarle nelle sue creazioni, altre sei oneie sarebbero prelevate da vari geni, altre due andrebbero al bcnefnllore Budda che comunichcrell!Jc loro In sua eterna felicitù. E l'individuo, dovunc1ue vada, resterebbe con le ultime quattro
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