L'UN l V E R S l T À. L l BE n A 249 dello scienziato MctscnikoO' sui leucociti e sui fagociti, gli stregoni della Nuova Caledonia, dopo aver ascoltato attentamente il conferenz.iere, si volterebbero ai loro allievi e giovani leviti ed esclamerebbero: « Eh, che vi dicevo ieri? » Nel linguaggio corrente d'un te?1po,. gli spiri!i d~i ~110.rti erano chiamati geni o demoni. Questi ge111e demoni, 1101c1 proponiamo di studiarli s·eriamen\e, poichè formano il fondo e la sostanza delle religioni. I nostri lontani antenati credevano che, morendo, gli uomini diventavano geni; i geni diventav~no divinità, ora buone ora cattive, ma nella loro enorme maggioranza cattive, bisogna pur confessarlo. Ogni coscritto francese, si diceva una volta, porta un bastone di maresciallo nella sua giberna, e saprà tirarlo fuori al momento opportuno. Parimenti, ogni morto aveva la possibilità d'esser deificato come genio del bene, genio della famiglia, genio di questo, genio di quello. Ricordatevi dell'imperator-e romano che, sentendo avvicinarsi gli ultimi momenti, disse agli amici che circondavano il suo lelto: « Mi sento diventar Dio ». Nelle comunità di cacciatori o di pescatori, nelle tribù pastorizie o agricole, l'individno che aveva saputo farsi amare, o specialmente che aveva potuto farsi temere, aveva, oltre tromba, la possibilità di farsi una bella posizione e d'acquistare una qualsiasi divinità, una divinità in qualche modo utile. I cattivi demoni erano certamente in maggioranza, dal momento che erano stati uomini come noi. Ma i buoni non erano rari. Ognuno avev::i il suo demone buono e il suo demone cat-tivo. Chi non ha sentito parlare del « Demone di Socrate», un demone cli giustizia, d'alta moralità, di buon senso e di bontà? Ma all'avvento del Cristianesimo, gli ex-geni, tutti i demoni dell'antico ,regime, furono proscritti, messi fuori legge, trattati come diavoli, e proseliti del Gran Diavolo d'Inferno. A quanto pare, ce n'era un numero sufficiente. Ma no, la nuova teologia, avendo inventato il dogma del peccato originale, si trovò nella necessità di spiegarlo e di renderlo plausibile. Trasformò l'agile, elegante ed insinuante serpente dell'Eden in un drago ributtante e colossale, in Lucifero, prodigioso rivale dell'Onnipotente, e seguito da _un numero prodigioso di demoni. Diceva che, prim::i di creare l'uomo, Dio aveva popolato gli spazi dell'aria, vi aveva fatto pullulare la vita. Tulle le stelle che noi vediamo erano state le stazioni dove stavano i quartieri ge?erali dell'esercito celeste e i suoi posti di comando. Il Signore Eterno provò li la sua prima delusione. Serafini e Cherubini, Angeli, Dominazioni e Potenze si ribellarono contro chi li aveva creati dal nulla. La loro scienza, arricchita dalla P?tenza, s! ~n_u!òin orgoglio. Sotto la guida dell'Arcangelo splendido le_m1hz1e_c-ele~ti levarono la bandiera della rivolta, pensarono di rovesciare 11 Trono cieli'Altissimo. Terribile fu la battaglia campale, ma breve. Il Fulminante
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