L'università libera - 1925 - Anno I - n. 8

LE CREDENZE POPOLARI VII. L'INFINITA MOLTITUDINE DEI MORTI. SOMMA!llO. Tutto mummia! diceva a Pariset la guida araba mostrandogli la campagna dall'alto della piramide di Cheope. - I Lalini esprimevano l'idea di morire con la perifrasi: ir.e ad plures, andare alla molUtudinc. - Alcune leggende fanno presentire l'innumerabilità dei morti. L'iucrcdibilc quantità degli angeli e diavoli secondo certi teologi. - Gli angeli, i diavoli ed i geni avevano generalmente cominciato con l'essere deg1i spettri. - Lo spazio ambiente era stato popolalo di spiriti sino alla saturazione. l\fa, quando s'indovinò che la terra non era incommensurabile, si dovè porre un limite al pullulamento. Si capl che si doveva far nuovamente uso degli spiriti. La materia corporea rientrò nell'elemento terrestre, e la materia spirituale negli clementi dell'aria, acqua e fuoco. - Leggenda del ghiacciaio .d'Alctsch. -- Furono inventale le teorie delle rinascite, della metempsicosi, e del cielo ù'infinite esistenze. - 11 Nirvana. Nel suo viaggio in Egitto, lo scrittore Pariset sali sulla piramide di Cheope o Chefren. Arrivato sulla cima, volse lunghi sguardi intorno sugli altri colossi di pietra, sulla Sfinge che faceva la guardia, sul fiume, sulla campagna, sulle rocce e il deserto. A quell'altezza, in pieno cielo, si sentiva circondato da djinns, dagl'innumerevoli fantasmi del passato. Dopo aver risa~ lito il corso del Nilo, il suo sguardo si sforzava di risalire il corso del tempo; dai Mussulmani passava ai Cristiani, ai Romani, ai Faraoni, al leggendario Manetone, ai mitici compagni di Horus, quando la guida araba, non meno grave •e raccolta di lui, fece un gesto solenne. llfostrando le altre piramidi: tutto mummia! disse con voce gutturale. Designando la terra violacea, che lungo il fiume si stendeva a perdita di vista: tutto mummia! Mostrando le colline libiche dai fianchi ah0eolati di sepolcri: tutto mummia! E dalla parte araba: tutto mummia! E solenne, quasi sinistro, ripeteva: Mummia! Mummia! I morti dai Greci erano chiamati Pléiones, cioè: Numerosi. E i Romani usavano, in vece della parola « morire », la perifrasi « ire ad plurcs », andare nel mucchio, raggiung•ere il grosso della truppa. Bisogna ricordarsi che la terra è piena d'abitanti, piena al punto che le popolazioni appena riescono a viverci. Non si sa . da quanto tempo i_lmondo è mondo. Innumerevoli generazioni hanno seguito innumerevoli g·enerazioni, la marea sale e sale sempre. Se si deve credere alla leggenda, i morti si susseguono ai morti, empiono l'aria della loro invisibile moltitudine, s'insinuano nelle fessu~e. nei crepacci e nelle screpolaturè, colmano i -bassi fondi, inondano le campagne. I fantasmi s'aggrappano e

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