L'università libera - 1925 - Anno I - n. 6

183 1;\èri jìoriavano il loro patrimonio, chi nel tempio cli Persepoli, chi al santuario di Apollo a Dclo. - ~la non perdiamo di vista le apparizioni dei demoni. Dopo ogni lcrrìliilc guel't':1, Il co11lt1cÌì1Hi 1\011 lllt\nèa ,ti hiè• conlnrc che fu prc:\l\n\li1tìala dt1 bctllag_lioni che nuinovravàno in nrin, du esct•cill che si sconii•av,u\o ilelle nUvoic, Niliht tl'l11tporlunle succede1·cbbe sulla lel'i',\_ seilzil :lvèi-<; il suo contraccolpo in cielo. Il buo11 t)lt)_ e i sanli angeli farebbero una prova della co1nmèdit1 Utllililà, \:)rima di rnppresentarla sulla scena del mondo, • Quesia fantasia, non la qualificheremo come grossolana superstizione, perchè fu condivisa eia qualche dolio commentatore di Daniele e dell'Apocalisse. Un'idea non è sciocca In diuletto e interessante in Ialino di chiesa, L'uointi del p1>poli:l il<ll\ ha che una vaga intelligenza dc, feno111c1\Ìmclcot•ici; illler]Jrctandoli a suo modo, trova che ngnl flvV-enÌillenid che lo conrnhiovc, era stato preùcll.o. Pe1· i·egoia generale, i'appat·izlone. delle comete e cli altri "seg11\ ,lei delo » non pi•ea1inunzla nuliò di llliono, giacchi! ìl D~stìnn è per stHI essen7.3 i1iu1 cl\vìnitii funesta. :\lo ognuno spera che il segno prcctli•sòre di calamità, minacci piuttosto il Yicino. Ai racconti che sl dicono accanto al fuoco, incanto delle veglie inver,iali, ·lneraviglia dell'adolescenza e che u questa danno 1111 insieme dì tonvìnzìoni religiose, morall e sdentifiche, i nonni e ·le buone vecchie adattano dei nomi quillsi:J.si, . immaginari o reali e se si adattano bene al tuito 1\e$sU1\osi lagnerà. L'uomo del popolo non si preoccupa dell'esattezza storica. Così, nella leggenda che gli è rnccontala della ballaglia a Chf,_ lons-sur-Marne, gli è indifferente che Attila insegua Ezio o Ezio Attila. La nostra buona gente ignora lullo ciò che può ignorare. Cosa ammirevole, ignora ingenuamente, senza pedanteria nè prclese. In fallo di apparizioni, chi non ri<;pnla la ballala dei Dijns, che Victor Hugo imitò dall'Oriente, e di cui fece una delle sue meravigliose Orienta/es? È lo sciame dei Djins che 1rnss:1, E turbina fischiando. Le piante, che il loro volo frat·assa, Stridono come un pino :1rdcntc. La loro schiera pesante e rapid.i, Volando nello spazio vuoto, Sembra una nube livida C.he porti un lampo 1wl fì:111t·o.

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