L'università libera - 1925 - Anno I - n. 6

LA- FILOSOlnA SALARIATA 11 ESl;RANEA ALLA VERI'l'À 181 Se a ,·olle a ,·oltc si ,·cdc, come per esempio nplJUlllu ora ..., una surprcnctcntc opcrosiUt, un gcncrnlc affannarsi, scrivere e parlare in nrgomt·nli di filosofia, si può con certezza presupporre che il vero 1,rimum mobile, l'as<:osa molla di tal mo,·imcnto - mnlgrndo tulle le solenni arie e :tssicurazioni, - è unicamente un fine positivo, non ideale; che cioè sono interessi personali, d'ufficio, di chiesa, di stato - in brc,·c, malc1·inli - quelli a ('lii si pone la mira; e che quindi semplici interessi di partilo mettono in cosi grnn movimento le molte penne dei pretesi sapienti universali; che per conscgucnz:i sono intenzioni politiche, e non penetrazioni ideali, la slcll.:1 polare di questi tumultuanti, mentre la 1Jerilà. è di certo l'ultima cosa H cui si pcnsn. Ella non tro\'a partigiani:· nnzi può nlLra\'crso un tal filosofico frastuono di )rnttaglia fare il suo cammino cosi tranquilla e inosser\'ata, come attraverso la notte in\'ernalc del pili tenebroso secolo, rinhiuso 11!.!lla pii.1 rigid:i fede chiesasticn. c1uand'ella a stento ,·cnivn comunkata :i poçhi :1depti in formn cli <lottrinn :-.cgrcta, o addirittura affidata unicamente alln pergamena. S1, io \'OlTci dire che nessuna cpocu può essere pili sfavorevole alla lilosofi:1, di quell:i in cui In filosofia d:1 un ,·erso è bnssamenlc sfruttata come mezzo di go,·erno, e dall'nltro t·ome mezzo cli lucro. O si tTcdc forse che 1:011 tali aspirazioni e frn lalc tumulto la ,·erili1, ilila quale fr:iltanto nessu110 pone la mira, vcrri1 :dia lut·e cosi per incidenza? La veri lit 11011 è meretrice c:he si getti al collo di coloro che non hanno brarn:i di lei: anzi è una bella cosi restì:1, che perfino chi :1 lei snt•rifica tutto non può ancora esser certo della sun i;rnzin. Mentre ora i governi fo11110della filosofin uu mezzo per i loro fini di stato, vedono i dotti d'altra p.:irte nelle cnttcdre fìlosofkhc un mestiere, d1c l'Omc ogni nitro nutre chi lo est·1·cil:i: essi f.11111,0dunque rc:ssn per ottenerle. protcstnndo i loro buoni sentimenti, ossini l'intenzione di servire quei lini. E tengono la promessa: non veri là, non chi:nezza, non Platone, non , 1 \rislotcle, nrn i fini :11 sen·izio dei <Jlt:tli essi furono posti, sono la loro stell.:1 polare, e dh·cngono immediatamente am·hc il criterio ciel vero, elci pregiato, clell'osscrntbilc e ciel loro contrario. C:ib che per contro non corrisponde a quei fini, fosse pur la coSn più importante e pii.1 strnordinaria nella filosofia, viene o t·o11cl:11111ato, quando questo sembri imprudente, soffocalo medinnte la concorde afTellazione d'ignorarlo. Basti ,·edere l'unanime aecnnimcnto di costoro (·onlro il panteismo: crederà anche un qualunque sempliciotto che esso nnsca ria convinzione? Come potrebbe del resto la filosofia abbassata a mezzo di sussistenza 11011 degenerare in sofistica? Appunto pcrthè questo è inevitabile, e la regola « di cui 111:rngio il p:111c,di lui (':llllo la lode» è sempre stata in vigore, presso gli antichi il guadagn:1r dennro con la filoSofia era segno distintivo dei Sofisti. A ciò s'aggiunge inoltre che, non essendo a. questo mondo da attendersi, da pretendere e da :\YCI' per denaro null'nltro •dte mediocriti\, bisogna anche qui contentarsene. Perciò \'Celiamo dunque ... l'amabile mctliocritit darsi da fare, per mettere in piedi coi propri mez,;i la filosofia che uon C'sistc ancora in nessun modo, e costruirl.i secondo misura cd intenzioni ohhlig:1tc: - uno spett:l<'olo che sarehhc q1rnsi crudele deridere. (/)al proemio (ll((I .<;e(·omla ,·di-:ione rii IL ;\I0:\"110 CO~II•: \"OLtl:-.T,\ E 11,\l'PHESENTAZIO:\'I~, Francoforte s11/ Alt-110, 18•1-I). .-\1nuno S<.:HOl'ENHAUl::U,

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