L'università libera - 1925 - Anno I - n. 5

L' u N I V E n s I T l L I n B n A ganni, traendo partito da gelosie e pregiudizi.. .. seminando l'egoismo, la diffidenza e la corruttela avete represso i noslri moti e restituito l'ordine an'.tico di cose? Potete voi restituir le credenze in quell'ordine? o presumete di mantenerlo lungamente colla sola forza e seni'appoggio di fede?» (1). Ed ammoniva altresì i popoli e gli uomini di libertà: « L'unione sincera, attiva, nelle opere fra quanti figli d'una stessa terra vivono d'una fede medesima; e fra quanti popoli dell'Europa anelano ad uno stesso fine » (2); ecco ìl .primo passo da fare, per resistere alla reazione imperversante non solta1ito in Italia ma anche fuori, alla fine del 1849. « AfTratèJl~rci praticamente!. .. i,; tempo che relazioni regolari, continue, avviate, rannodino da un punto all'altro d'Europa e d'America quanti combattono e sperano per la santa causa della libertà .... » (3). « Unitevi dunque. I momenti corro-,10 gravi d'eventi. I tristi governi che pesano a guisa d'incuLo sulle vostre facoltà e sull'anima delle nazioni, v'hanno dato ·il loro programma: alleanza ad opprimere; sia il vostro: alleanza ad emancipare. Pubblicamente o segretamente a seconda dei luoghi, rannodiamoci, intendiamoci, prepariamoci » (4). ,Come :pel p·assato, ei non perdeva coraggio nè speranza. E quando gli eventi ·più forti gli ·sbarravan la via, egli sostava un·· istante, e poi riprendeva il cammino. Nei momenti piiì bui, quando i governi europei credevan d'averlo ridotto al silenzio e i popoli piegavano sotto la raffica, quando gli agenti di Metternich nss;curavano che tutto era quiete in Italia e non restava scgnito alcuno àlle idee tli l\fazzini, ecco che all'improvviso scoppiava un moto, un tentativo insurrezionale, ecco ·che si scopriva la rete d'una vasta congiura, ecco che da qualche stamperia clandestina si tlifTondeva per la penisola un appello di fuoco dell'uomo temuto cd instancabile. Nuove sconfitte succedevano alle sconfitte passate; egli era l'eterno vinto. Egli andava innanzi seminando con largo gesto di liberatore la buona novella, ma non si voltava indietro nè si chinava a raccogliere. Dietro a lui venivano gli altri, che ,lo combattevano, Io calunniavano, lo ingiuriavano, - ed essi, abili, raccoglievano il frutto della sua seminagione, facendone lor -pro, mascherandone l'origine, stornandolo dai più nobili scopi, rimpicciolendolo, vincendo per proprio conto, ma senza poter nascondere di fronte al vindice avve11ireche essi non ernno i veri vincitori ma solo-gli astuti profittatori del lungo lavoro e dell'aspra battaglia altrui. Venivano bensl per Mazzini cli tanto in tanto, ed anche trop- (1) lcl<!m, iclem. - pag. 257. (2) Idem, idem. - png. 208. (3) lclem, iclem. - pag. 218. (4) Idem, idem, - pag. 221.

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