1/tiNtVERSITÀ LIBERA 113 sibili? Eh che! se Cesare, Antonio, Ottavio, 11011 hanno avuto questa malattia, non è forse possibile ch'essa _abbi::ifatto morire Francesco I? No, si dice, le co&e erano ordinale così per il meglio: voglio crederlo, ma ciò è duro. Amore detto Socratico. Come s'è potuto fare che un vizio dislrnllore del genere umano, se fosse staio generale, che un infame attentato contro la natura, sia pe)'tanto così naturale'/ Appare essere l'ultimo grado della corruzione meditata, e nonpertanto è il retaggio ordinario di coloro che non hanno avuto ancora il tempo di essere corrotti. È •entrato in cuori, completamente nuovi, che non hanno conoscinto ancora nè l'ambizione, nè la frode, nè la sete di ricchezze; è la cieca giovinezza che, per un istinto male spiegato, all'uscire dall'infanzia si precipita in questo disordine. L'inclinazione dei due sessi l'uno per l'altro si manifesta di buon'ora; ma, quel che si sia detto delle A.{Tricànee delle donne dell'Asia meridionale, questa inclinazione è generalmente pii1 forte nell'uomo che nella donùa; ·è una legge che ·Ja natura ha stabilito per gli animali. È sempre il maschio che attacca la femmina. I giovani maschi della nostra specie, allevati insieme, seni-endo quella forza' che la natura comincia a manifestare in loro, e non trovando l'oggetto naturale del loro istinto, si gettano su ciò che gli somiglia. Spesso un giovinetto, per la freschezza della sua pelle, per la vivacità dei suoi colori e la dolcezza dei suoi occhi, somiglia durante due o tre anni ad una bella ragazza; S>elo si ama, è perchè la natura si sbaglia: si rende otnaggio al sesso, attaccandosi a ciò che ne ha le bellezze, e, quando l'cl/t ha fallo svanire quella rassomiglianza, l'inganno cessa. Cilraque j11ue11lam Ael<llis breve ver el primos carpere /lores. (OVIDIO, Metamorfosi). Si 'sa bene che questo abbaglio della natura è molto prn .comune .nei climi dolci che nei ghiacci del settentrione, perchè il sangue vi è pii1 acceso, e l'occasione piit frequente: così, ciò che non appare che come una debolezza nel giovane Alcibiade è una disgustante abbominazion,e in un marinaio olandese e in un vivandiere n1oscovita. ' Io no"n posso tollerare la pretesa che i Greci abbiano autorizzalo questa licenza. Si cita il legislatore Solone perciò ch'egli ha detto in due brutti versi: Tu preferirai un bel _giovinotto - fintanto che non avrà barba sul mento. Ma si può credere in buona fede che Solone fosse legislatore quando scrisse questi due ridicoli versi? Egli era giovane allora, e, quando lo sregolato di-
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