110 J.' U N I V E n S I 'l' À L 1 Il I~ Il A violenza, di terrore ·eretto in sistema, gittata contro il governo repubblicano» fosse una menzogna smentila dai falli, e spe- "èialmenle dall'eroica difesa della città contro gli invasori. « Non si comanda col terrore l'entusiasmo a lutto un popolo armato!» esclama il i\lazzini; ,e, dalla polemica di difesa passando all'offesa, dimostra come l'esercito f.rancese fosse entrato nello Stato romano con la simulazione e l'inganno, e le sue operazioni di guerra si fossero svolte in continua contraddizione con le ciichiarazioni del Governo di Parigi e con le promesse alle popolazioni ro1nane. Non è il caso di diffondersi troppo st( questo scritto, del resto assai noto perchè compreso anche in altre •edizfoni italiane, fra cui quella del Daelli. Oramai, ciò che più ha valore, - un valore permanente, - è l'accento, sono le considerazioni morali, la lezione di fi.erezza e di energia che ci viene dalle parole 1nazziniane. « Uon1ini senza cuore e senza credenza - grida egli ai governanti francesi conculcatori a Roma del diritto itali.mo - ultimi allievi d'una scuola che, incominciando dal predicare l'atea dottrina del!' Arie per l'Arte, ha conchiuso nella formula del potere pel potere, voi avete da molto smarrìto ogni intelletto di storia, ogni presentimento dell'avvenire » (1), E dopo av,er di nuovo negata la vitalità del papato, perchè « Roma e l'Italia non perdoneranno mai al papa l'avere,' come nel medio evo, invocato le baionette straniere a trafiggere petti italiani,,, con parole piene di malinconia e· d'orgoglio insieme conclude: « ••• Voi, i\linistri di Francia, avete potenza, oro, eserciti e mollitudini d'uomini pendenti dal vostro ce11no; io non ho conforti se non in pochi affetti, e in quest'alito d'aura che mi parla di patria dall'Alpi ... Pur non vorrei mutare la mia sorte con voi. Io porto con me ne!l',esilio la calma serena d'una pura coscic••· z:1 ... Ho combattuto e combatterò senza posa e senza paura, do"unque io mi sia, i tristi oppressori della mia patria, la Menzogna qualunque sembianza essa vesta, e i Poteri che, come il vostro, s'appoggiano a mantenere o ricreare il regno del privilegio, sulla cbnuttela, sulla forza cieca e sulla negazione del progresso dei popoli; ma ho combattuto con armi leali. .. » (2) .. Questa lettera aperta « Ai signori Tocqueville e Falloux, i\Jinislri di Francia » ebbe subito in quello stesso anno 1849 mclte edizioni in Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra. Tradotta in più lingue, - in Francia fu pubblicata in otto giornali di,crsi - s'impuse all'attenzione europea. Le menzogne della diplomazia furc no sfatate; e i\lazzini vinse contro di lei una buon:i battaglia. (I) Idem, idem, png. 161. (2) Idem, iclem, png, 105. • LUIGI FABBill.
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