L'università libera - 1925 - Anno I - n. 3

L' U N I ,, E R S I T À L I B E R A 91 spirito in partenza, lo guid~ d_al lello ali? porta, dalla porla al_la chiesa, .poi lo spin«e :1! c11mlero, genlilmenlc, sempre gentilmente. Nella capitale del Siam, si espellono i demoni impuri facendo parlare la coluhrina, alla festa della Purificazione. Poiehè i morti sono malefici, bisognerà guardarci bene dall'ofTenderli: poichè si dilettano d'uccidere, ci sa~à h1ogo a sacrificar loro delle vittime. Si discuterà la quota d1 tnbuto da pagare, sapendo, ahimè! che non mancherà d'essere onerosa. Se non si lesina sull'articolo omaggi e testimonianze d'afTello, si riuscirà certamente a trasformare questi nemici in protettori. Questi invidiosi saranno adulali, questi esseri gelosi saranno accarezzati, saranno invocati come divinità soccorrevoli. Le spaventose Erinni saranno qualificale Eumenidi; si sacrificherà alle Furie, chiamandole « Dee Benevole ». L'ingenuità di codesti grandi fanciulli si complica di astuzia e di malignità. « Perchè questi morii non ci dh·orino, serviremo loro montoni e capre, vacche e vitelli. Li rimpinzeremo di sangue, li ingrasseremo così abbondantemente che si avviliranno nel torpore delle digestioni. Gli onori di cui godranno non mancheranno. di renderli inoffensivi. In bella pompa li installeranno in una fortezza adattata a santuario. La prigione risplenderà di metalli preziosi, marmi e porfido, i carcerieri funzione-rannò da preti e sacerdoti. Si vedranno questi dei sedere, gavi ed imponenti, in mezzo al popolo inginocchiato, ma noi sapremo che sotto la dalmatica con le bande d'oro e di porpora, essi hanno la mano sinistra incatenata allo scettro di giustizia e la mano destra ribadita al fulmine dalle sei punte. E poichè non sarebbe sufficiente l'oscurità che cade dalla cupola, noi li accecheremo, i nostri buoni dei, con fitte nubi d'incenso. Ogni dodici mesi li faremo uscire dal sontuoso sepolcro per mostrarli alla folla dei fedeli, per portarli in processione, augusti e muti, in mezzo al fracasso delle trombe, al •fischiare dei pifTeri e al rullo dei tamburi. Un esercito di lancie formeranno il loro corteo, dei sorveglianti in mitria e vestiti di porpora li porteraJ1no dove vorremo che vadano, poi li reintegreranno nella prigione dai rivestimenti dorati e verniciali». Cosi nacquero la Religione e l'Ipocrisia, sua gemella. Il timore e la viltà si trave_slirono in tenerezza e in sollecitudine, per trasformarsi infine in sfruttamento. Appunto perchè i morii erano rilenu ti malvagi e temibili, se ne fecero degli Dei. E questi. Dei furono ben presto foggiati a strumenti di dominio e di furfanteria. Il segreto dei misteri d'Iside, <1 Osiris è un dio nero)), segreto terribile, che senza dubbio non era rivelato agli iniziali che dopo lunghe prove, che smussavano la sensibilità, infiacchivano la rettitudine, ma che colo-ro che ne erano capaci finivano per indovinare, - quale angoscia, quale disperazione recav_a nelle anime rette e nei cuori sinceri!

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