90 L' U N I V E R S I T À L I B E R A laudesi di Germania sono largamente di questo parere. I Buscits di Borneo incollano deìle monete d'argento sugli· occhi, sulle labb1•a e sugli orecchi del defunto. Quando un bramino passa dalla vita alla morie, il maestro di cerimonia ripete una preghiera davanti a ogni ,iperlura del corpo, la purifica col burro e la bacia. Quando s'annunzia110 gli ultimi momenti del Roayna, Indiano della Pampa del Sacramento, le donne gli chiudoirn occhi e bocca, l'avvolgono nella sua amaca, pesano sopra di lui con tutto il loro peso, finchè egli emetta l'ultinio respiro. Senza ri- • lardo, spengono allora i lumi, fanno fumare i tizzoni. L'anima irritata batte in ritirala sui tetti; donde viene sloggiala ammor- •bando con immondizie la porta e i dintorni della capanna; disgustata, arcigna, essa abbandona allora i luoghi che poco fa chiamava suoi. Per quanto pratico possa essere, questo modo d'agire non è molto cavalleresco. - Educati alla stessa scuola, gli Hidatias fanno ardere dei mocassini davanti alla tenda, finchè il posto diventi inoccupabile. I Conibos saccheggiano tutto ciò che possedeva il defunto, spezzano le stoviglie, bruciano i mobili, sparpagliano la cenere del focolare, abbattono i suoi alberi. I Curili, i Camciadali, i Ciuvasci lacerano i mantelli e i calfeltani, - guai a chi si appropria di quak,he indun\ento! Dell' Aino defunto, vien subito incendiala la dimora. Molti Africani della costa occidentale demoliscono il tugurio sino alle fondamenta, danno fuoco alle travi, ai mobili, al tetto della capanna, - l'evizione è completa. Bestiame sgozzato accanto al proprietario, cani e cavalli impalali, schiavi e servi impiccali o solfocati, amici e compagni massacrali, spose e concubine bruciate vive, - potremmo citarne esempi sino al disgusto, sino alla nausea. Il morto se ne va, 11ccompagnato da lutto ciò che gli apparteneva, di vivo o d'inanimato. Dei suoi averi nulla è distratto, egli porla via tu Ilo ciò che può reclamare: « i buoni conti fanno i buoni amici ». Piuttosto che intrigarsi in computi di dare e àvere, molti selvaggi, tra cui gli Andamani, respingono ogni responsabilità, lasciano che il morto regoli da sè i suoi affari di successione, se ne vanno altrove, non ritorneranno che tra qualche mese. I Cam~ pas abbandonano la capanna che la Morte ha toccata con la sua ala nera, vanno a stabilirsi qua o là; i Yumas potranno ritornare in quei paraggi, ma non si fisseranno mai piit nel medesimo luogo. I Boschimani riducono in cenere la tenda e scompaiono per uno o due anni. Gli Uanikas danno fuoco alla dimora, deva- .stano le piantagioni, abbandonano la località ormai abitata dagli spiriti. I montanari del Labrador prendono la cosa meno sul tragico: saltano e ballano intorno alla casetta, picchiano sulle pareti: Ouste! Ouste! -·Non più lungi che in Ungheria, a NeuSohl, tutto ha luogo con molta dolcezza. Si trastulla l'anima col tintinnio d'una campançlla, ndlin-ndlin: la campanella guida lo
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