66 L' U N I V E I\ S I T ,\ L I H E n A terruzione allraverso una sessantina di secoli, noi non riteniamo si possa facilmente rinunziare (come fece la Rivoluzione francese, sostituendovi la decade) ad un elemento di controllo che vanta una cosi vetusta continuità e che si adatta benissimo alle· esigenze sociali del lavoro e del riposo. • L'ANNO TROPICO. Anche per quanto i'iguarda la durata dell'anno noi non lroyiamo giustificala alcuna riforma che introducesse durate diverse da 365 o 366 giorni. Infatti, l'anno « tropico », o ciclo delle stagioni, comprende: giorni 365, 2422 = 365 g. 5 h. 48 111. 46 s. durala che può ritenersi come fissa, inquantochè non diminuì'~ sce che di mezzo minuto secondo per secolo, ossia cli un minuto primo in 12.000 anni. • Se la durata dell'anno tropico fosse esattamente cli giorni 365,25 = 365 g. 6 h., ossia 365 giorni ed un quarto, sarebbe chiaro che, facendo costantemente, dopo Ire anni comuni cli 365 giorni; un anno bisestile cli 366, si tornerebbe, ogni 4 anni, in perfetta coincidenza colle stagioni (alle medesime date, cioè, cli quatlr'anni prima o dopo), ma quella differenza cli circa 11 minuti primi (l'approssimata '·' centesma » di Dante, Par. X.XVII) complica siffattamente le cose da dover sopprimere tre bisestili secolari ogni 400 anni (infatti, il 1700, 1800 e 1900 furono comuni, mentre il 2000 sarà bisestile), eppoi si potrà sopprimerne un altro verso l'anno 3200. Come vedesi, questo sistema di conezioni - eletto gregoriano, ma suggerito dal medico calabrese Luigi Litio - è abbastanza semplice ed esatto, e non richiede affatto urgenti riforme, ragione per cui noi già.,. cantammo (nel « Calendario mnemonico» pubblicato nell'Almanacco per tutti del 1918): Il vecchio Cnlcndario ha l'ossatura solida, e lunga avrà vita futura. i\fa . , , vedremo più innanzi il resto. RIFOR~IE RAZIONALI. Tutto ciò che si potrebbe e dovrebbe riformare nell'attuale cronologia per stabilire un « calendario unico, mondiale» non è dunque tanto nella parie sostanziale quanto in quella formale, perchè si tratterebbe delle seguenti convenzioni: 1) inizio dell'anno civile (capodanno) in uno dei punti c.a-rdinali dell'anno tropico (equinozi e solstizi), e preferibilmeple all'equinozio di primavera dell'emisfero boreale (che attualmente avviene al 21 marzo) perchè il nostro emisfero è il pii, continentale, il pii, popolato e la culla di tutti i calendari vigenti.
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