J.'UNIVF.RSITÀ l.lDER.A 81 Cicerone non aveva che _clei d~1bbi; suo nipote e sua nipote poterono apprendere la ventà clai primi Galilei che venne,ro a Roma. Ma prima di quel tempo, e dopo in tutto il resto cieli; terra dove gli apostoli non penetrarono, ciascuno doveva dire alla sua anima: Chi sei tu? Da dove vieni? che fai? dove vai? Tu sei non so che cosa, pensante e sentente, e, quand'anche tu pensassi e sentissi centomilamiHoni di anni, tu non ne saP-rai mai più p0r te stessa, senza il soccorso di un Dio. O uomo! Questo Dio li ha dato l'intendimento per ben condurli, e non per penetrare nell'essenza delle cose ch'egli ha creato. VOLTAIRE. PIETRO J(ROPOTION, li Mu/110 Appoggio. - Casa Ed. Sociale, Milano, L. 10. Il fatto della solidarietà umana posto a base della società, non in antagonismo di quella che è la indispensabile e fatale lotta per il progresso della specie, ma a complemento della sua evoluzione, ceco il punto• centrale della dottrina kropotkiniana. La scic-nza positiva che ha indagato e vagliato i fatti non poteva fissare dei Jimiti insuperabili alle prime deduzioni sperimentali; l'indagiue e l'ossen·azione storica dovevano portare più oltre il cardine principale di ogni sopravvivenza e convivenza sociale. Come negli animali, così tra gli uomini ciò che è forma, nucleo, associazione poggia sull'aiuto reciproco, su1l'antr'aide. Che questo sia stato in principio e possa essere ancor oggi non credo lo neghino più neanche )e dottrine reazionarie. Ammesso il fatto della solidarietà come fattore dell'evoluzione, il problema che può sorgere è quello della necessità di anteporre la volontaria perpetuità sua ad ogni altro più duro ideale di lotta o di isolamento. Ma non bisogna obliare che ogni ideale umano ha una importanza ben relativa di fronte alle eterne leggi naturali. Queste leggi il Rropolkiu nega che siano quelle della « lotta per la vita tm gli uomini; In lotta per i mezzi dell'esistenza di ogni animale contro i suoi congcut!ri, e di ogni uomo contro gli altri uomini». Egli dice ancora: « Io non potevo accettare questa opinione, perchè ero persuaso d1e ammettere una spietata guerra per la vita in seno ad ogni specie, e vedere in questa guerra una condizione di progresso, era formulare un'affermazione non solo ~enza prove, ma non avente nemmeno l'appoggio dell'ossevazione diretta >. Dopo aver analizzato e descritto attraverso a quali fasi e sviluppi si nrnnifcsta il mutuo appoggio negli anim~li in genere, il l{ropolkin indaga l'esistenza dei selvaggi prima e poi dei barbari. Sono fatti cd osservazioni probatorie ('hC si succedono e fissano nel Jettorc l'esalta visione dt•l divenire e del formarsi della tribù e della famiglia. Nel medioevo si vedono formate già le istituzioni autoritarie di contro alle corporazioni, alle « ghilde » che sono i nuclei libertari di convivenza. Si fortificano allora le caste dominanti e comincia la ,decadenza. Lo Stato si forma contro il Comune ed è una continua lolla. Coll'industrialismo moderno si perpetua ancor più l'antagonismo tra ogni .forma di libera associazione operaia e l'accentramento statale. • • Nella produzione kropotkiniana questo Mutuo Appoggio, ora uscito nella prima edizione itali~prn, occupa nn posto d'importanza capit~lc. R una miniera di fatti ed un repertorio di osservazioni eccezionale. Come tulle le grandi opere dell'ingegno ver:nnente originali, esso è sempre di aUualitit. Ogni periodo storico che si ricordi, e specialmente certe accidentali fasi politiche, in opere come queste si trovano analizzati al lume della critica storica e riflessi nella slt'ssa enunciazione dei fatti. È questa una di quelle opere molteplici, che abbracciano tutti i vari aspetti del probfomn sociale, e che fortificano il cervello cd il cuore, L'aveda pubblicata ora in Italia è stato un gran bene erl è certò che snrnnno molti quelli che vi al-- tingeranno fede e coraggio, O, DBLCIUARO.
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