L'università libera - 1925 - Anno I - n. 1

L1 UN I V E R SI T À LI B ERA 5 vino iniziassero i] loro apostolato, aveva gilt avuto qualche precursore della riforma: fra Gerolamo Savonarola, pur essendo fervente cattolico, s'era Jcvalo con tutta la fierezza del suo carattere crisli.ino contro la degenerazione morale deJla Chiesa del suo tempo. ì\Ia se altrove Lutero e Calvino hanno potuto combattere e vincere, in Italia ciò non fu possibile. La politica cattolica stendeva ovunque Jc sue mani, e re e J>rincipi obbedivano e perseguitavano. Secondo il Gangalc, la conseguenza di questa mancata rivoluzione è che il popolo italiano manca di una vita spirituale; mancando di una vita spidtuale questo popolo cammina nella storia senza una volontà decisa e senza una mèta. Il Gangale non crede nella gioventù cattolica legala strcltamente al Vaticano e dominata· dai vecchi che la tengono al guinzaglio. Non crede nemm~no nel Partito Popolare. li cattolicismo non può diventare democrazia. e se a volte sembra che qualche soffio di spirito nuovo aleggi nel giovane clero, ciò non è cl!e mia manovra: si fa della lotta di classe e della politica democratica per impedire peggiori guai. Passato il pericolo si ritorna all'antico, si ritol'na al domma infallibile, al dovere del povero ed al diritto del ricco. Interessanti sono i capitoli in cui il Gangale, al lume della critica protestante, esamina gli avvenimenti politici che dal 1914 ad oggi hanno sconvolto l'Italia. Su questi capitoli, per ragioni ovvie, non possiamo, soffermarci. flileviamo soltanto che il Gangale sostiene questa tesi: il movimento bolscevico svoltosi in Italia nell'immediato dopo guerra non arrivò a nulla di concreto perchè manc3va di spirito religioso o, meglio, di una fede profonda. Scrive il lì-angale: ~( Ieri il bolscevismo non flveva una forma morale, non aveva un solido religioso messianismo da opporre ai colpi d'ariete, e si sgretolò .... ». E più avanti: « ... in nome di quale norma assoluta le masse bolsceviclie avrebbero dovuto fare la rivoluzione? Per acquistare miglioramenti economici? Ma esse li oltenevano anche con le cose cosi come stavano e senza fatica. F..' logico. Un socialismo politico non è possibile senza una fede categorica e non economica». Fu dunque la man- 0 canza di ·vita spirituale nelle masse che fece disperdere gli entusiasmi del dopo guerra conducendoci alla situazione od.icrna. Cos'è il protestantesimo? Noi, come abbiamo già dello più sopra, studiamo i movimenti religiosi più dal punto di vista sociale che da quello teologico e perciò crediamo inutile, ai fini del nostro studio, il soffermarci a spiegare i I.incarnenti della filosofia protestante. Nella terza parte del suo volumetto il Gangale si dilunga nell'esporre questi lineamenti sostenendo, fra l'altro, che il protestantesimo è la concezione platonica del cristianesimo: « Dicendo platonica - aggiunge rl Ganga/e - non inlendiamo alludere al pensiero dd Platone storico, ma all'indirizzo del pensiero di cui il filosofo greco fu la prima espl'essione storica,, e di cui è simbolo; il platonismo insomma come certezza cbe a Dio 11011 s'arriva, a posteriori, per dimostrazioni, ma lo scop1·e, a priori, nell'anima nostra come dato d'intuizione, per fede, per illuminazione diretta; elle Dio.- non è semplicemente la Causa, ma è la Vita, la Provvidenza del mondo, Ù Dio per cui avviene tutto ciò che avuiene nel mondo, il Dio della Grazia e 11011 del libero ar-

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