24 J/UNT\'EnSITÀ l,IDERA è una specie d'oasi ·di calma, di amici della scienza e del progresso, disinteressati, liberati dalle contingenze volgari e dalle ambizioni personali; e nÒtammo anche che non vi è un essere umano su cento che pensa, tutt'al più ce ne sono tre o quattro su mille. In generale, non si sa niente e non si ama imparare. Se si legge, non lo si fa per istruirsi, ma per divertirsi. Sì; veramente, noi abitiamo un singolare pianeta ... È vero che se l'umanità terrestre deve vivere geologicamente dieci milioni d'anni, essa non ha ancora che quattrocentomila anni, cioè quattro anni. E l'età della ragione, se non mi sbaglio, comincia a sette anni. Non disperiamo dell'avvenire ... un avvenire lontano ... Sì, la nostra oasi è un'eccezione nel deserto. Tutte le nostre cure tendono a mantenerla, non senza difficoltà. I nostri collaboratori della prima ora si ricordano della fondazione de L'Astronomia, questa rivista scientifica fondata cinque anni prima della Società Astronomica, che ne fu la culla e ne divenne l'organo, per l'associazione dei principali astronomi francesi: Faye, Tisserand, Janssen, Callandreau, Bouquet de la Grye, Poincaré, Lippmann e i loro successori alla nostra presidenza. La serie di questa pubblicazione, dal 1882 al 1894 per L'Astronomia e dal 1887 all'ora attuale per il Bollettino, ha presentalo ai suoi lettori tutte le scoperte e tutti i lavori della più bella 'e pit'1 vasta delle scienz~, di quella che ci fa conoscere l'universo, che ci mostra il nostro reale posto nell'immensità della creazione e che, di giorno in giorno, per le sue investigazioni meraviglios~, prende uno sviluppo cosi fantastico! Non è disaggradevole i1 vivere a lungo per gioire di tutto questo progresso. lo mi ricordo che al mio ingresso nell'Osservatorio di Parigi, all'età di 16 anni, lo spazio celeste s'arrestava a qualche anno di luce e si dubitava della realtà delle nebulose spirali - che parecchi attribuiyano ad una imperfezione di costruzione del telescopio di Lord Rosse. Oggi, noi parliamo di 10.000 anni di luce, - ossia 94.670.000 miliardi di chilometri, - come di un'escursione nei dintorni, e non so.no una o due nebulose spirali che ci presentano il problema della costituzione dell'Universo, ma un milione. Si è spesso ripetuto nei libri l'osservazione che io avevo fatto altre volte, leggendo Augu- ~to Comte, che questo eminente spirito aveva qualificata insensata l'idea di scoprir giammai la costituzione fisica e chimica dei corpi celesti, negazione di cui io avevo segnalalo l'imprudenza mostrando che appena essa era stata emessa l'analisi spettrale era inventata. Ora, tutti i nostri colleghi conoscono ed ammirano la classificazione fisica e chimica attuale degli astri, determinata dallo spettroscopio.
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