L' u N I V E n s I T À l, I D E n A 28 Clermont al parco degli sports presentava l'aspetto d'un torrente impetuoso trasportante il suo flutto multicolore fra l'alone d'una polvere variopinta. Dalle tribune, piene da minacciar rovina, la folla rifluiva verso le collinette che circondano lo stadio . . . ». Io volto questa pagina e leggo: « Saint-Germain: Cyclecars e vetturette hanno terminato la prova delle 24 ore dopo una lotta accanita. Alla 22' ora, una panne al magnete obbligò Ivanowsky ad arrestarsi e Sénéchal ne profittò subito per accelerare la sua andatura e prendere il primo posto. La piccola: cilindrata aver preso la sua rivincita ». Quale importante notizia, signori! Quale avvenimento·! E' cali quale linguaggio tutto ciò è detto! Dello sport, degli esercizi fisici in misura ragionevole, passi. Ma quale esagerazione! Quale frenesia! Se noi continuiamo a percorrere queste colonne, leggiamo: « Bordeaux, Tauromachia. Corrida di cartello. Il matador ricève una mattonata da uno spettatore agitato ed' è condotto all'infern1eria ». Seguono una dozzina d'accidenti mortali di persone uccise nelle loro automobili da scontri e per eccesso di velocità. Ecco ciò di cui i giornali sono pieni! Delle lunghe colonne sono consacrate ai can;pionati d'atletismo, e a dei records di performance, come essi dicono. Si segnala che uno « straordinario saltatore in altezza» non ha potuto sorpassare la sbarra che a 1 m. e 71 cm., che un recordman ha guadagnato il gran premio di mezzo fondo, prima partita, 20 chilometri, in 15'8"3/5: Sapete voi cosa significano queste notazioni algebriche? L'apostrofo non inilica minuti d'arco, come in geometria o in astronomia, ma minuti di tempo, chè sarebbe t~~o semplice indicare correttamente con un m; e il doppio aposi,rifo non significa secondi d'arco, ma secondi di tempo. Certi giotnaIisti pensano che è più distinto lo scrivere i minuti e i secondi con degli apostrofi che con le lettere normali m ed s. Noi traversiamo veramente un bizzarro periodo di decadenza, che è cominciato durante la guerra e che continua, decadenza nello spirito, decadenza nell'azione intellettuale, nel linguaggio, nell'estetica. Ov'è l'ideale attuale? Mi sembra che si danzi un po' meno dell'anno passato; ma sembra anche che gli spettacoli e specialmente il cinematografo non lasciano molto tempo da consacrare all'istruzione dello spirito. Osservammo l'anno scorso, che nel turbine agitato e polveroso dell'umanità che ci circonda, la nostra Società Astronomica
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