L'università libera - 1925 - Anno I - n. 1

L' u N I \' E n s I T À L I n I~ n A pria convinzione filosofica; anticristiano e pagano fu, con1'ei spiegò, per sentimento romano e per passione politica e non di più. Il suo temperamento individualista era fatto per compren- • dere più la-ribellione (la sola ribellione) che la rivoluzione: ecco perchè egli misconobbe per lungo tempo il cristianesimo e per tutta la vita il socialismo. Quando poi il Carducci parve avvicinarsi ·al Cristianesimo, ciò non fu con spirito critico; ma del cristianesimo subì la sugge-. stione per un veicolo che non era atto a fargli comprendere nella sua interezza e come forza dinamica l'idea cristiana: ne subì cioè la suggestione attraverso il sentimento della propria stanchezza. Egli vedeva cioè, in sul declinar della vita, nel Cristianesi1no un oblio 1ene de 1a faticosa vita, un pensoso sospirar quiete, una soave volontà cli pianto. (1) Ma il Carducci del 1876, non era ancora vecchio e stanco, non subiva ancora codeste suggestioni. Quindi del cristianesimo, o meglio del cattolicismo, vedeva solo i lati. negativi e meno simpatici: la distruzione dei templi pagani per mano dei fanatici cristiani, l'abbandono del lavoro fecondo per l'ozio degli eremi, la maledizione alle gioie della vita per non sperar salute che nella morie, il dispregio dei legami terreni più dolci clell'amoTe e della famiglia, l'esagerazione dell'umiltà fino a farsi un merito dell'abiezione, gli 'orrori dei « flagellanti » umbri del 1260, ecc. ecc. Sopràtutto ripugnava al Carducci quell'ebbrezza di dissolvimento - di autodissolvimento - insito nei principii di rassegnazione, di obbedienza cieca, di esaltazione del dolore e cleli'oltretomba, che predominarono in alcuni ·periodi storici del medioevo cristiàno. Ma dalla triste v1s10ne d'una Italia, in cui Roma « piii non trionfa ,, il Poeta si risolleva con un lirico colpo di ala in più spirabil aere. « I foschi dì passaro ! » egli esclama; e riv~lge co1'.11nosso il saluto all'« ani1na umana)), che fu «serena)) 1n Grecia nelle asprezze della vita e della morte, che fu « intera e dritta_» in Roma nelle battaglie delle armi e dell'intelligenza, e che 11 Poeta invoca perchè di nuovo « risorga e regni ». Dopo ! !ava<:r'. del Rinascimento e della Riforma, dopo le tempeste punùcatnc1 ciel 1789 e del 1848, l'anima dell'uomo non può, non deve più essere anima cli servo. (1) In La Chiesa di Polenta.

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