(Ved. Ta-v. XX.VI). .F I L 15 maggio 1917 il Cancelliere d~llQ Scacchiere inglese, Bonar Law, annunziava laconicainente alla Can1era dei Comuni l'abdicazione di Nicola II qi Russia e la non1ina a reggente di Michele Alexandrovic', fratello mino r·e dello Zar. · Fu ·questa la prima notizia che si ebbe sul movimento che stava trasformando il più vasto stato europeo. Ma l'indomani, alla stessa Camera dei Comuni, Bonar Law correggeva la sua comunicazione del giorno precedente, dichiarando di non poter dare ,inforn1azioni precise: le notizie che man mano giungevano rivelavano sempre più grave la ·situazione russa. Più che dinanzi a un semplice mutamento di Sovrano, si era di front(, a ·uno di quei cataclismi che sconvolgono le nazioni e che - non differentemente dai grandi cataclismi tellurici - son ~eg.uiti ·da un. lungo periodo di assestamento. Non meno di un decennio do·vrà scorrere prima che la Russia riprenda un aspetto statale· ed economico normale. · La rivoluzione russa, pur preannunziandosi attraverso fenomeni sintomatici di non dubbio significato, arrivò inaspettata dai più: in-aspettata, nella sua violenza, allo stesso Zar. La sua letargica ignoranza della evoluzione e dei bisogni della nazione, come permise che su la Russia sì rovesciassero sofferenze e disgrazie, portò lo stesso Nicola II alla perdita del trono.· BibliotecaGino Bianco Ancora alla mattina del 12 n1arzo - quando cioè a Pietrogrado numerosi cadaveri giacevano nella neve della piazza Znamenskaja, ai piedi della statua di Alessandro III, ma anche quando parte della fedele guardia PavlovskiI era passata ai ribelli - l' ultin10 regnante Romanov ria$sumeva ·in due parole la sua opinione su le energie rivoluzionarie della Russia: nje osmjel_jatsjer (" non oseranno ,,). Poche ore dopo, però, i t~legrarnmi giunti' da Pietrogrado e comunicati al Sovrano dal generale AleX!ejev gli fecero sospettare che i torbidi della capitale fossero stavolta più gravi che non quelli soffocati nel sangue nel la famosa " domenica rossa ,, di dodici anni priµia (21 gennaio 1905). Neppure i pieni poteri dittatoriali conferiti di urgenza al Presidente del Cònsiglio, principe Galitzin, potevano bastare: e Nicola II decise di lasciare Moghilev. dove risiedeva pre~so il Comando supremo russo, e recarsi a Tsarskoje Selo per conferire con il Presidente dell8 Dun1a, Michele Rodzjanko. Due giorni prima, invece, lo Zr-.raveva firmato lo itkaz il quale ordinava la sospensione _della- Duma e del Consiglio dell'Impero aggiornandone ad aprile la riapertura: ora egli stes~o, nel chiedere un abboccamento col Presidente, aveva tutta l'aria di voler venire a patti "desiderando conoscere le pretese della Dun).a ,,. Mal' abboccamento non ebbe.luogo. poichè quel convoglio imperiale non giunse mai a Tsarskoje Selv: alla stazione di Màlaja Vicèra si seppe clw non era possibile continuare, la linea essendo, oltre, già in mano dei rivoluzionarì: e· si decise di ritornare in25 , I
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