- 33J - \ • 11ell.t prc'sente guerra e che etno.;1 af-karne,;ie è una nazione e~senzic1lmente httina, sia per la. c·ontig-nità al Portogallo e sia perchè circondata per terra, e per mare dall' Inghiltena, dall' Ilalia e dalla Francia, e Sia per r:tgioui storiche ed economkhe; e11tre1·ebbe Hl-' I gruppo federativo, come nel gruppo ger• manico, form~tto il 186li, entrò più tardi la Ba\"iera. Ora le sei 11azioui latine, con 120 mi~ lioni di Cittadiui, cull 'alleanza perpetua coll' Inghilt0rra, non contrabilancerebbero le forze germaniche anche oltre il neces.~ario? Di più la sua costituzione fect:eratiYa avrebbe una falililim·e adesioue degli 80 •mi'.ioni' di latini costituenti :!O stati nel centro , uel sud deU' A meri ca. ,/ Uno dei be11efi.cii attesi da questo avvenimeuto sarebbe, come uotò L. Berfrand nella Hevue dr-s 1.Jeux Jlfo11àes del 15 novero, l)re 1916, un ria.vyicinamento anglo-la.tino i,n Africa, cioè una izitesa comune, che si ri· solve1 ebbe in im enorme al!eggerim(>nto di spese e di e.serdti destinati n, sa.1Yaguardaré Je colonie. · l\Ià poichè l"Africa è ormai uu co11ti11e:1te anglo-latillt, 1 on potremmo ereare là u!la terza. affermazione difensiyn, di rnzza.: latini .di Rurop:i., latini di America, h1tini di Africa? \ ~ l'idea quest'ultima la.ucfata dal beuemerlto scrittore e deputato Belga, Giuli9 De.strée. L'immenso continente, egli ha scritto, costHuisee ormn,i il dominio di cinq·ue potenze europee alleate: ]'rancia,· Ingbilterrn,·Italia., Belgio e Portogallo. Perchè non unirle dopo guerra anehe lÌ in 1111' alle,1nza più durevole? Bisogna fare dell"A~·ica u11a colonia angloln.tinn,. Questa unità può praticamente realizzarsi sotto form:t di confed~razione, nella qu:ile entrerebbero, senza _aùdieare alla loru autonomia ed ai diritti di so'°i ~wità de11a madre-patria, le colonie attnali. Ciascuna cons€r,erébbe la sua amminis'trazione, le sue leggi, le sue usanze, e le sue frontiere, ma ciascuna accorderebbe ai cittaò,illi delle nazioni alleate, c1oè ai francesi, inglesi, italiani, poi togliesi, belgi (1) uguag'ianza di trattamento. Un fra11c3se sarebbe trat,tato come un inglese iu una colonia inglese e vice,ersu.. La qualità d'appa1tene.re ad una di quelle nazioni costituerebbe in Africa, lèt qualità. di confederato e tutti i confederati sarebbe i o eguali. Ed il .Destrée si indugi~ a dimostrare i grandi vantaggi che si otterrebbero dal1' avvenimento anche nei rapporti di sicu• rezza degli Stnti limitrofi coloniizatori, nei rapporti giudiziarii, llell'amor proprio sviluppato ed appagate nei coloni ee. lu questi momenti di viva attesa di pace, si domandano al uemico della lntinità le garanzie per il mantenimento cli quella. Ma le garan%iC non bbogna"~erea1~10 al nemico, :percl1è s:nebber,> semple garanzie assai dub• bie; dobbiamo cercarle in noi, percbè noi abbi auro ,l'interesse ...:.p..i.acda o non piaccix (I) Ed in qunutQ è po~:-;ibile Hi 1--0nieni., per ,~stensione d<::lconéctto e tlel 1.:outeuuto di ra~½a e della rH,7,za, fnl ern ti nH\l.Q11,tc org-aqi z~~ ta iu. lìuroi:u. · BibliotecaGinoBianco n.1 nemico, soprat tn tl'o se r o-n piaccia :-il t'e• 111ko - a crearle realuw111.e solide, etli_caci. Jt qua.'e maggiore garanzia. di 120 milioni (e .og~·i ~tes~o JUO milioni1 ehe imitai1do la (.:ieru.,a.iia - 11::111 a scopo offeusi\·o, bemù puramente difensivo e di controllo - · creiuo una, Col't(edei azione Latina in E,.,i·opa? Quàle riper0ussione ciò avrebbe nel continente africano? E qunle entusiastica adesione non susciterebbe tra gli ott~nta milioni di confrat-elli al di là de:l'Atlautico? Ì!:: sn perfino osservare che uou è il numero degli stati la eondizione pi'h favorf'V'o'le S\l rnantenimemo della pace, ~utt' altro! G'uerre anzi sono e sono sta·te freq U!3Hti,inte1:minaom iu ragione diretta di quel numero; eselllpio tipico Je guerre nell' aut~ehità e nel rnedio-evo. Col ridurre formalm.ente il Iiuniero degli stati., sotto forma· di ag-gruppan:1ento, coll'nno'o11d:n·e alcuni di e~si e proporzionando ltt forza di questi ultimi, si può spe• rare in gnell'equil.ùrio,. ('be fn il sogno di soyra.ni, e di peusa,tori e che ora può essere l'aspirazione realizzabile dei popoU, se essi saranno potenzialmente anche forti, bene òr· ganizzati, i~pirati a: sane L'0l'l'enti democratiche. devot.i ai princiJ.:)ii di giustizia. e di mo1 ate elle no11 costituiscouo solo un do'7ere civile, rna sono eft'ettiva,mente una sp~enl,~- ~ione ed una bno11a speC'ulazione pe1: a:isi• cnrare la 11nalit:\ del pacifico sviluppo~ progresso. . . Di fronte ai piccoli stati de.bb::mo esservi gli stati fortii, di una forza rwoporzionalé; stati aggrnppa.ti non convenziona 1mente, come aveva yoluto il trattato di Vienna, benf;J tali·man?l!'inuti da· ·vincoli nazionali ed e~noµrafici; consci che in ultimo la guerra-è un pessimo nitrare tanto a danno di chi la fa q uauto a dau'.10 di chi la, sopp.9.Ì·t.a: t·he la.vita, appunto perchè contiu·g•ei1te, 11011 deYe diminrii're ·o perdere i ~uoi valori morali ed economici, ma .aecL·eseerli e consolidarli, il che è la co11seguenza appunto delllt pacé e·gfam• mai _della gue1 r,t. Occorre predicare mene il · pacifismo, quanto il rispet}o ai principii e.i. iii mez7,1 cbe porta.no a I la pace! Se ciò no.n si fa, si invade il -campo della •rettorica.! La conflagrazione euro·pea l'la sorp1·eso i latini in u11~ perfetta ebbrezza <;lipac:fi'smo, ed iu piena Ar(':tdia ha particol~rrne1,te sorpresa, l'Italia. oYe il Ministero della Pubblica lstru• zione l'anno prima pubblicava circolari (eol1'abbondanza.· e la ;vacuità delle ,qridrt 1:,"'J)a·- • ,anuole) preseriventi aili inst.-'guanti' di far .frequenti J.ezioni e conferenze snll' utilità della pace! '.rrc sono le ra7,ze prevalenti in Europa: ht tedesca, la slava., l.1 latina. Quest' ultimfl. è perfettame11te -disorganizzata, e quindi in co11dizio11edi perm:rnenteinferiorità di fro11te alla shwa - la quale si dibatte per organizzarsi, 'e_ad ogni moclo ne,I~a ste~sa sua, ~ntit~ trova mfa ragione di vi:ta e~·d(sopr~\ vh-~11-' za, e di inferioriti1 ·di fro11te all:\i i;azza ~t.edesca, invecè perfettamente organizzata'!, Jl ~istema. feder'ahvo. ormai perseg~1e perfino l'Austrin, e mòlti suoi uom·u;t tro,ano che esso r;arebbe il soJ·o mezzo p,~r s~tlv_arn?1 b compa"i11e statè'tle. :La inera1\zi1, elle fa, Gfr- ~ t ' •mania possa aLbandonave quel rnezz0. 01,td•'•· ~· dei-ivn,~'1 la sua 01111ip0Le11i .. i, è soui-plfce-
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